Libri di Tommaso Marinetti Filippo
Bibliografia di Tommaso Marinetti Filippo: tutti i libri in vendita online editi da Luni Editrice
Prossime uscite di Tommaso Marinetti Filippo
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788898215133 La conquista delle stelle. Poema epico. Ediz. integrale
- 9788894550931 Manifesti futuristi e altri scritti
I moti di Milano del 1898. Testo francese a fronte Marinetti Filippo Tommaso - Luni Editrice, 2024 - Il Sogno Di Gutenberg
Dall'elegante palazzo di via Senato a Milano nel quale si era trasferita la famiglia Marinetti (dal quale pochi anni dopo nacque il Futurismo che "lanciò la sua sfida al chiaro di luna specchiato nel Naviglio"), il ventiduenne Filippo Tommaso è testimone delle rivolte e delle barricate dei Moti del '98 descritti vivamente in queste pagine inedite, apparse su La Revue Blanche il 15 agosto 1900 e che ora vengono proposte al lettore in traduzione e con il testo francese a fronte. La curiosità intellettuale di Marinetti è già viva e con un fiuto infallibile lo porta là dove ci sono l'azione, il cambiamento sociale, le intelligenze più brillanti, e lo dimostra in questo breve spaccato di vita, di un periodo convulso della storia italiana, in cui la miseria del Sud e le rivendicazioni operaie del Nord sfociano in rivolte e nella sanguinosa repressione del generale Bava Beccaris. Leggiamo le impressioni dell'autore ricavate in presa diretta camminando per le strade di Milano sconvolte dalla rivolta: «Lungo il Naviglio, i parapetti erano stati divelti, i lampioni rovesciati, le inferriate dei giardini contorte, annodate, aggrovigliate. Sembrava che un esercito di giganti avesse saccheggiato, masticato, calpestato il quartiere. Sul ponte di Porta Vittoria, io e il mio amico facciamo una tacita scommessa. Ci gridano di non andare avanti, perché dal fondo di una stradina in basso i tiratori sorvegliano il ponte a colpi di fucile. Passiamo lo stesso. C'erano altri ragazzi che fischiavano i soldati e intanto correvano sotto le fucilate... Una serie di colpi di fucile scorticò violentemente i muri sopra le nostre teste e ci fece scappare... Al calar della notte, sotto i portici incrociammo un tizio: mostrava ai passanti dei cervelli umani che teneva nell'incavo del cappello,diceva: "Guardate che ne hanno fatto del povero popolo". Piazza Duomo era diventata un bivacco, con i fasci di fucili e i cavalli disposti in cerchio, le briglie aggrovigliate tutte insieme, con i finimenti che tintinnavano e il letame che si accumulava. La sera ritornai con degli amici verso Porta Ticinese. Avevano rotto i lampioni e le lampadine, soltanto i falò di resina illuminavano fulvi e sanguinolenti le facce butterate delle case».
La grande Milano tradizionale e futurista Marinetti Filippo Tommaso De Maria L. (Cur.) - Luni Editrice, 2024 - Caffè Letterario
Negli ultimi anni della sua vita Marinetti scrisse alcuni testi che, inediti, sono conservati tra le carte dello scrittore. Il presente volume raccoglie La grande Milano tradizionale e futurista, che dà il titolo al libro, e Una sensibilità italiana nata in Egitto, i quali vanno a comporre un dittico autobiografico che ci svela un Marinetti singolare e sconosciuto. La grande Milano tradizionale e futurista è una vivida e commossa rievocazione della Milano della Belle Époque (anche se, a essere precisi, lo scritto arriva fino agli anni Quaranta), la memoria di chi ha tenuto banco nei salotti, nei teatri, nel famoso ristorante Savini, i ricordi fulminei del "padre" dell'unico vero movimento culturale di portata mondiale del Novecento che è stato il Futurismo. "Poema ambrosiano", definisce l'opera Giansiro Ferrata nell'introduzione, ma di fatto, del poema ha non solo lo stile - parolibero o aeropoetico - ma l'intima sostanza, più lirica rispetto alla pura memorialistica. Sullo sfondo della città, che poi è la vera protagonista dello scritto marinettiano, emergono i ricordi di vita letteraria e politica, quelli più intimi delle vicende erotico-sentimentali, un quadro "alla Boccioni" di un mondo in cambiamento se non cancellato in seguito dall'orizzonte futurista che avanzava. Una sensibilità italiana nata in Egitto presenta un aspetto più vasto, frastagliato e composito: ai ricordi dell'infanzia egiziana seguono le memorie vivaci ed esplosive della carriera letteraria, con i viaggi, le tournées, gli incontri "straordinari" con Gustave Khan, Diaghilev, Picasso, Isadora Duncan, Jarry, Cocteau... In entrambi gli scritti viene stravolto il tradizionale schema cronologico della memorialistica per lasciare spazio al principio futurista della simultaneità (simultaneità di tempo-spazio e di vissuto-sognato), così che, come dice lo stesso Marinetti, viene ad assumere una sua "elastica imprecisa e affettuosa cronologia". I due testi offrono un materiale preziosissimo per penetrare a fondo nello spirito del futurismo e nella mente del suo fondatore e offrono un'ampia conferma delle grandi doti di Marinetti scrittore.