Libri di Marini
Bibliografia di Marini: tutti i libri in vendita online editi da Nicomp Laboratorio Editoriale
Il respiro dello spazio Marini B. (Cur.) Vecchietti Massacci A. (Cur.) - Nicomp Laboratorio Editoriale, 2015
Tutto accade nel morire del gesto appena nato. Una brevissima esistenza che vive la sua vita nell'esplosione di una visione, ed è subito un risuonare di note che formano un'eco infinita nell'animo dello spettatore sensibile. La coreografia disegna la danza muovendo il corpo nell'espressione di un linguaggio dall'alfabeto sconosciuto. Non c'è scuola che insegni un tale alfabeto, e non c'è neanche l'alfabeto. Il linguaggio della danza è universale perché è scritto nello spirito di ognuno di noi, nell'empatia oftalmica del nostro profondo sentire.
Cartografie dell'oscurità. Architetture e psicogeografie veneziane Marini S. (Cur.) Cutillo E. (Cur.) Petracchin A. (Cur.) - Nicomp Laboratorio Editoriale, 2018
Il libro raccoglie una serie di riflessioni incentrate sul tema dell'oscurità dettate da due direzioni: quella propria dell'architettura e quella riferita agli studi ed alle esperienze psicoanalitiche. Cartografie dell'oscurità è il risultato di un esperimento costruito attorno a queste due direzioni, ed è il secondo di una serie iniziata con Spazi del desiderio fra architettura e psicoanalisi, pubblicato dallo stesso editore. Il volume tratteggia una cartografia sui luoghi della materia oscura. La stessa mappa è al contempo astratta, rileva tracciati mentali e teorici, e riferita a luoghi reali presenti nella laguna di Venezia, come testimoniano i brani disegnati che appaiono in forma di esplorazioni. La prima parte del libro raccoglie alcuni contributi che impostano la cartografia, scritta tra architettura, psicoanalisi e teologia. Nella seconda parte sono presenti saggi e racconti binati su brani di una Venezia nota e sconosciuta.
Macchine sceniche. La dimensione teatrale dell'architettura e alcune mise-en-scène Marini S. (Cur.) Cutillo E. (Cur.) - Nicomp Laboratorio Editoriale, 2019
La dimensione teatrale in architettura è un giano bifronte: spesso usata come traslato, metafora del progetto, è anche, al contempo, un evidente e concreto campo di lavoro, uno strumento di verifica e alterazione della città, un modo di intendere e costruire lo spazio. Diverse esperienze del teatro di avanguardia italiano, città temporanee della politica, riproposizioni alterate della canonica concezione del manufatto teatro, spazi costruiti per precise esecuzioni musicali ricordano un nesso diretto tra architettura e mise-en-scène. I contenuti, le opere, le cronache, i fatti delle stesse esperienze sono capisaldi di altre discipline: del fare teatro, della politica nazionale, della storia della musica; ma raramente sono state lette come cardini dell'architettura e come segni di un quadro indiziario della teoria del progetto. In tutti i casi la trasfigurazione dello spazio si offre come potenziale da evocare o da accendere, è un'energia già presente nelle cose: il compito del progetto è individuare questa latenza e attivarla.