Libri di Fulgoni Mario

Bibliografia di Fulgoni Mario: tutti i libri in vendita online editi da Nota

LIBRO  

Manuale di Musica - Volume Primo Mario Fulgoni   -  Nota, 2011  - 

Nella maggior parte dei metodi ancora oggi in uso per la "divisione" e per il "solfeggio" i problemi ritmici vengono spesso affrontati e risolti a livello imitativo e tacitamente ripetitivo. In pratica viene di volta in volta presentata e visualizzata una diversa formula ritmica la quale, dopo le dovute delucidazione e l'esempio, verra' ripetuta meccanicamente e costantemente fino ad esaurimento degli appositi esercizi. A nostro parere tale impostazione elude i problemi ritmici piuttosto che affrontarli direttamente e alla radice, non consentendo all'allievo di raggiungere la necessaria autonomia a livello mentale e musicale. Nel presente lavoro ci si propone allora di ribaltare tale atteggiamento didattico, presentando e analizzando la materia alla luce della razionalita' e della logica del discorso musicale. Non e' infatti sufficiente che l'allievo conosca il valore matematico delle singole note (1/4, 1/8 ecc. non rappresentano che pure astrazioni) e il loro organizzarsi in misure intese come somma di quantita', ma e' soprattutto necessario che comprenda l'esatta "Collocazione ritmica" in relazione ad un piu' ampio contesto. I problemi interni alle singole cellule ritmiche e alle varianti relative vengono di volta in volta interiorizzati e scomposti dal ragionamento, nell'intento di favorire il raggiungimento di una totale indipendenza. Le capacita' di attenzione e di concentrazione sono rese attive attraverso una tensione intelligente ed efficace di stimoli. La strutturazione chiara e organica, articolata su criteri di logica e di gradualita' e' infatti condizione essenziale per formare nell'allievo-musicista un abito mentale completo, analitico e sintetico allo stesso tempo, sviluppando quella autonomia e prontezza nella percezione e quella autonomia critica che rappresentano i requisiti fondamentali per affrontare qualsiasi realta' musicale e in particolare quella attuale. Detto cio' e' giusto far osservare che il presente metodo non vuol porsi in alternativa e comunque in sostituzione della abituale pratica del solfeggio, inteso come solfeggio "parlato". Il MANUALE DI MUSICA, pur essendo autosufficiente a livello formativo, deve essere corredato dalla pratica del Dettato musicale e del Solfeggio parlato per chi intenda affrontare gli studi a livello accademico, con relativo esame in Conservatorio. A tali problemi sono dedicati il corso di dettato - DETTATI ed. LA NOTA 1989 - e i tre volumi del - MANUALE DEL SOLFEGGIO -: in prefazione al Manuale di Solfeggio sara' discussa in modo approfondito la validita' e giusta pratica di quest'ultima disciplina. Sia qui detto solo per inciso che il tanto vituperato solfeggio parlato, ampiamente attaccato da didatti e musicisti in genere, deve a sua fama di pratica inutile se non dannosa al modo scorretto con cui spesso e' stato ed e' tuttora affrontato. A nostro parere il solfeggio conserva tutta la sua dignita' didattica e la sua dimensione storica solo se viene recuperata la sua funzione propedeutica, cioe' il suo farsi ponte tra la pura ritmica e l'esecuzione musicale vera e propria. Se vogliamo considerare il solfeggio parlato come un solfeggio cantato facilitato attraverso l'intonazione simbolica, la sua esecuzione deve conservare tutta l'integrita' musicale della pagina che si legge, educando cosi' alla immediata percezione e realizzazione di tutto cioe' che il segno musicale rappresenta (eccezion fatta per il parametro "altezza"). Cio' che non ha piu' senso di esistere non e' allora il solfeggio parlato in se', ma piuttosto un certo tipo di pratica, con suddivisione e scansione vocale della sillaba-nota, con appoggio costante sui tempi forti o sulla parte forte della pulsazione con le inevitabili conseguenze: frazionamento del suono nelle note lunghe e annullamento di tutti gli effetti di sincope e di contrasto ritmico, sulla base di una costante e normale unificazione degli elementi metrici con quelli ritmici. Il risultato piu' eclatante di tale prassi e' la contraddizione del reale significato del segno musicale e pertanto di una diseducazione alla corretta lettura. Nel "Manuale della Musica" si intende "educare" alla interiorizzazione mentale della pulsazione, fattore indispensabile all'interpretazione del fraseggio del discorso musicale.

€ 20.00 € 25.00
LIBRO  

Manuale di Solfeggio - Volume Primo Mario Fulgoni   -  Nota, 2011  - 

Qualcuno si potrebbe chiedere che senso e che utilita' possa avere oggi la pubblicazione di un manuale di solfeggio. Da una parte infatti si riscontra una vera e propria inflazione di testi di dimensioni piccole e grandi, datati e piu' recenti, a stampa e manoscritti, i quali tutti si prefiggono come scopo la preparazione dell'esame di licenza in Teoria e Solfeggio. D'altra parte non mancano le critiche e talvolta gli attacchi pretestuosi proprio contro quella disciplina che prende il nome di "solfeggio parlato": qualcuno ne suggerisce la definitiva eliminazione dai programmi dei Conservatori, in quanto pratica retriva, inutile se non dannosa, comunque non allineata con i programmi degli studi musicali di quei paesi che, per definizione, siamo abituati a ritenere didatticamente superiori. Lungi dal voler assumere una posizione reazionaria, mi sembra ragionevole valutare con serenita' che cosa e' il solfeggio parlato e a che cosa mira, rendendoci conto invece di cosa comunque non deve mai essere. Come gia' accennato in prefazione ai due volumi del Manuale di Musica, che ritengo strettamente legato alla realizzazione esatta e musicale degli esercizi contenuti nel Manuale di Solfeggio, il solfeggio parlato rappresenta una esercizio di lettura musicale che va oltre la semplice lettura ritmica; lo si puo' considerare un solfeggio cantato facilitato, con l'intonazione solo simbolica, un ponte tra la ritmica pura e l'esecuzione musicale vera e propria, dotata di fraseggio, respiro e di uno stretto rapporto tra ritmo e melodia. La realizzazione dei principali abbellimenti, pur nella genericita' e nella fissita' delle regole di base, trova nel solfeggio parlato un utilissimo esercizio propedeutico: aldila' delle particolarita' che comporta ogni diverso idioma strumentale, il "dire" l'abbellimento conduce ad una giusta pronuncia strumentale, alla esatta collocazione ritmica e alla definizione del significato musicale del singolo ornamento. Si crea cosi' la base per una successiva specializzazione vocale e strumentale, che ovviamente contempli una maggiore liberta' esecutiva e una aprirsi a stili e prassi diversi. Il problema dell'interpretazione degli abbellimenti rappresenta pertanto una campo di applicazione in cui il solfeggio parlato e' insostituibile. Il solfeggio parlato, questo "grande accusato", soffre piuttosto del modo scorretto con cui e' stato tanto tempo praticato e al quale ancora oggi si indulge. Spesso infatti il solfeggio si riduce a una scansione sillabica del testo musicale, con frazionamento dei valori della reiterazione delle vocali e distruzione sistematica di tutte le sincopi con sottolineatura vocale forzata dell'accento metrico in luogo di quello ritmico. Quand'e' cosi' si puo' a ragione parlare di pratica inutile e dannosa, da eliminare senz'altro. Si raccomanda invece l'esatta pronuncia delle sillabe, con il raddoppio delle consonanti laddove si voglia ottenere la precisione nella collocazione ritmica delle note e l'efficacia dell'accentuazione. Si ritiene indispensabile la tenuta della vocale sul fiato nei valori lunghi, senza reiterazione della vocale stessa e la corretta valorizzazione delle sincopi e di tutti gli eventi ritmici. Anche la respirazione e il fraseggio devono essere adeguati ad una esecuzione musicale, rilevando ogni qualvolta sia possibile anche i segni di articolazione, di dinamica e di agogica. Condizione essenziale a questa pratica e' l'interiorizzazione della pulsazione, pur scandita attraverso il gesto della mano, che altro non e' se non l'antico e modernissimo "tactus". La funzione del Manuale di Solfeggio e' quindi quella di sussidio alla preparazione delle prove di solfeggio parlato (chiave di sol e setticlavio) presenti nel programma d'esame di licenza di Teoria e Solfeggio, integrando cosi' i due volumi del Manuale di Musica che ne rappresentano il complemento. Una tavola di raccordo appositamente predisposta suggerisce i collegamenti tra i vari volumi.

€ 13.00 € 18.00
LIBRO  

Manuale di Teoria Musicale - Volume Primo Mario Fulgoni  Anna Sorrento   -  Nota, 2011  - 

II Manuale di Teoria musicale nasce come completamento del metodo di formazione musicale di base, rappresentato dai lavori di Mario Fulgoni che già da vent'anni sono diffusi nella realtà didattica: i due volumi del Manuale dì Musica, i tre del Manuale di Solfeggio e il fascicolo dei Dettati con le sei audiocassette. Anche la collaborazione tra Mario Fulgoni e Anna Sorrento ha origine nel comune impegno pedagogico, nella condivisione di un progetto formativo e nella sua verifica costante negli ultimi quindici anni. Il Manuale di Teoria musicale si prefigge di approfondire la trattazione scarna ed essenziale del Manuale di Musica, di rilevarne i problemi e di proporne le soluzioni. Il Manuale di Teorìa rappresenta anche la sede adatta per offrire allo studente un corredo di osservazioni, di informazioni, di raffronti, di esempi, di esercitazioni e, non ultimo, di interrogativi che lo stimolino ad un ulteriore approfondimento. L'impostazione strutturale del Manuale di Teoria rispetta la suddivisione e la distribuzione degli argomenti a suo tempo adottate nel Manuale di Musica. Proprio in conformità a questo criterio si è pensato di mantenere l'articolazione in due volumi delle tre principali aree di studio: la semiografia musicale, il ritmo, le basi della melodia e dell'armonia. La Semiografia musicale I (nel primo volume) è rivolta all'osservazione e alla sistematizzazione razionale della notazione musicale relativa all'altezza e alla durata dei suoni. Nel secondo volume (Semiografia musicale II) si esplorano anche le possibilità di espressione grafica o simbolica dell'intensità e del timbro, prevedendo anche un paragrafo dedicato allo studio della velocita di scorrimento del ritmo: la Agogica, la sua notazione e modulazione. Il vasto capitolo della "Stenografia musicale" è selettivamente centrato su abbellimenti e abbreviazioni.

€ 24.00 € 29.00