Libri di Giulio Marzaioli
Bibliografia di Giulio Marzaioli: tutti i libri in vendita online editi da Tic Edizioni
Spin-off Marzaioli Giulio - Tic Edizioni, 2022 - Ultrachapbooks
Con "Spin-off" Giulio Marzaioli prosegue la sua indagine in quel mondo che, pur non appartenendo all'umano, con quest'ultimo intrattiene spesso un rapporto piuttosto stretto, se non altro perché costituisce il paesaggio visivo e sonoro in cui è immerso. Si tratta di quel «correlato mente-ambiente» che, da semplici oggetti di osservazione, trasforma la neve, la cicala, il volo (delle macchine o degli uccelli) e i sassi in "luoghi" di una meditazione, se non addirittura in soggetti pensanti, collocati dunque sullo stesso piano dell'umano. Viene così meno la «discrezionale e arbitraria presunzione di superiorità» che il mondo umano esibisce nei confronti degli elementi naturali e artificiali. Gli oggetti che compongono il dispositivo chiamato 'Spin-off' sono prose e immagini nati, come indica il titolo, da opere precedenti dello stesso Marzaioli: il risultato è una sorta di ipertesto d'autore, fitto di rimandi interni e di qualche reprise, in un'operazione che da alcuni testi fa scaturire altri testi o delle sequenze fotografiche.
I sassi Marzaioli Giulio - Tic Edizioni, 2021 - Chapbooks
«Non ci sono dubbi che, se si dovesse scrivere una storia della traccia (inapparente, sotterranea e tuttavia luminosa) di Francis Ponge nella letteratura italiana, questo libro di Giulio Marzaioli dovrebbe occuparne il punto culminante. 'I sassi', infatti, ripropongono la grande risorsa dello straniamento che attraversa la modernità letteraria da Tolstoj a Brecht, ma in una logica "oggettuale" e "disumana" di grande forza perturbante, percorsa da un umorismo sottile e stralunato. In questo esperimento di Marzaioli, la letteratura dei sassi risulta prodotta da una raggelata volontà di situare la voce autoriale in un ordine decisamente non antropocentrico. La logica paradossale che ne consegue sembra partire dalle cose e, tenendo conto delle parole, andare alle cose stesse attraverso la spoliazione del linguaggio: qui, insomma, il motto dell'esistenzialismo è riscritto e parodiato in un progetto che realizza, finalmente, una grande "allegria materialista"» (Jacqueline Risset).