Libri di Natale Massimo

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Il Canto delle idee. Leopardi fra «Pensiero dominante» e «Aspasia» libro
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LIBRO   9788831798372

Il Canto delle idee. Leopardi fra «Pensiero dominante» e «Aspasia» Natale Massimo   -  Marsilio, 2009  -  Saggi

Leopardi rifiuta presto le idee innate di Platone, dissolvendo con queste ogni fede nell'assoluto. E tuttavia, di questo stesso principio continua a sentire la seduzione - tentando di sfiorarlo - pur nell'impossibilità di attingerlo. Dentro la riflessione e la scrittura leopardiana permane forte e ineliminabile il fascino di alcune favole platoniche: il mito dell'anima alata del Fedro, quello di Prometeo nel Protagora, e soprattutto il racconto sull'amore che occupa l'intero Simposio. Questo libro cerca le tracce di un Platone accolto e insieme - anche dolorosamente - negato, nello "Zibaldone", nelle "Operette morali" e - soprattutto - nella poesia dei "Canti". Platone, definito da Leopardi "il più profondo, più vasto, più sublime filosofo di tutti essi antichi che ardi concepire un sistema il quale abbracciasse tutta l'esistenza", resta così per lui un punto fermo con cui misurarsi, intrecciandosi con altri temi e autori - fra antichi e moderni - quali Chateaubriand, Montesquieu, il sublime dello Pseudo-Longino e della Bibbia, Epitteto: nella scia di una persistenza e necessità dell'illusione che è figura stessa della persistenza dell'eros, del desiderio. (Presentazione di Alberto Folin; nota di Gilberto Lonardi)

€ 16.00 € 15.20
LIBRO   9788831717922

Il curatore ozioso. Forme e funzioni del coro tragico in Italia Natale Massimo   -  Marsilio, 2014  -  Ricerche

Curatore ozioso, cantuccio riservato all'autore, attore ignoto, multanime figura: sono molte le definizioni che l'Occidente ha faticosamente impiegato per il coro, vera chiave di volta della tragedia antica ma oggetto ormai misterioso per i moderni, tanto che l'Erasmo traduttore di Ifigenia e di Ecuba poteva parlare dei cori di Euripide come di una sfinge. Questo libro - tenendo presente il modello del dramma classico, anzitutto quello di Sofocle e di Seneca, e la loro fortuna tra Cinquecento e Settecento - insegue il fantasma del coro e le sue metamorfosi, muovendosi tra riflessione teorica e letture testuali dirette, da Tasso a Della Valle, da Metastasio ad Alfieri, e gettando uno sguardo sulla rinascita della forma-coro tra Manzoni e il melodramma di Verdi. Non senza interrogarsi, infine, su come Leopardi e lo stesso Manzoni sfruttino il coro anche al di fuori del meccanismo drammatico: come regno del soggetto, come ultimo luogo di sopravvivenza dell'io lirico, che la poesia novecentesca continuerà poi a custodire fino a Michelstaedter, Fortini e Zanzotto.

€ 32.00
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