Libri di Meschiari Matteo
Bibliografia di Meschiari Matteo: tutti i libri in vendita online editi da Piano B
Geografie del collasso. L'antropocene in 9 parole chiave Meschiari Matteo - Piano B, 2021
Covid-19 è il primo grande trauma collettivo dell'Antropocene, una catena di eventi materiali, culturali e sociali che stanno aggredendo il nostro immaginario con un impatto incalcolabile. Un effetto profondo della pandemia sarà costringere l'umanità al prossimo step cognitivo: l'accettazione della fine della pace climatica dell'Olocene. Abbiamo bisogno di tempo, ma il tempo a disposizione è poco. Negare il trauma, fare come l'erbivoro assalito dalla belva che si anestetizza per non vedere la fine è qualcosa che non possiamo permetterci. "Geografie del collasso! è stato scritto per cominciare a capire il cambiamento, per reagire come persone pensanti agli effetti inevitabili dell'Antropocene.
La fabbrica dei mondi. Geografie immaginate e Territà Meschiari Matteo - Piano B, 2024
Quando una civiltà muore, di solito lo fa lentamente, accumulando sintomi invisibili, assistendo impotente o indifferente all'aggressione dei sogni e delle cosmologie. Quando il crollo è avvenuto, l'unica cosa che rimane a chi sopravvive, a parte frammenti del mondo di prima, è la Terra sotto i piedi. Né madre né matrigna, né massa inerte né Gaia senziente, la Terra è come un grande animale del Tempo di cui restano solo le ossa. L'unico modo per de-estinguerla è re-immaginarla. Questo legame mentale ed erotico con il corpo terrestre è la Territà, un termine che respinge ogni definizione ma che attira delle zone di senso: da un lato "Collasso", "Antropocene", "Apocalisse", dall'altro "Rito", "Mito", "Sacro". Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, John Ronald Reuel Tolkien, Cormac McCarthy, Paul Shepard, William Vollmann, Laura Pugno, Laura Pariani e alcuni altri ci dicono qualcosa di irrinunciabile su ciascuna di queste zone, sul bisogno di fabbricare mondi immaginati per capire i mutamenti del nostro. Come scout in avanscoperta nella "wilderness" dei tempi, ci portano frammenti di mappa e, nel grande gioco di cartografia dell'immaginario terrestre da cui dipende la nostra salvezza, fanno qualcosa di contemporaneo e al tempo stesso ancestrale. Perché il punto è questo: nei grandi passaggi d'epoca, nei momenti di crisi e di collasso, la nostra specie, antropologicamente, poeticamente, ritorna ancora e sempre alla Terra, al pensare e immaginare la Terra come atto di sopravvivenza e rifondazione.