Libri di Nicol Mazza
Bibliografia di Nicol Mazza: tutti i libri in vendita online editi da Leonida
Stupore d'oltre Mazza Nicolò - Leonida, 2013 - Poesia
La poesia è anzitutto contemplazione, un movimento dinamico dello sguardo, che coinvolge tuttavia anche gli altri sensi, e che procede dall'esterno all'interno, e poi ancora dall'interno verso l'esterno; dalla realtà osservata ai significati nascosti che essa disvela interiormente, e poi da questi di nuovo verso la realtà, per non cedere al pericolo della banalità e dello stordimento del cuore e cercare infaticabilmente il significato profondo di ogni esperienza vissuta. Il poeta, come il profeta e il folle, si sente così chiamato a restare sveglio, con gli occhi aperti e il cuore proteso, per intuire un senso di verità altrimenti indicibile e condividerlo con gli altri attraverso un linguaggio il più possibile umano, che sia personale e universale insieme, in sintonia con il cuore pulsante del mondo e degli altri uomini. Il mondo osservato, amato, "contemplato", finisce così col diventare una traduzione, un'interpretazione evocativa e quanto mai autentica dell'esistenza, che solo un cuore attento è in grado di intuire e decodificare. Dalla vita, poi, si ritorna alla realtà, per non separarsene più, e fare concretamente comunione col mondo e con il suo mistero.
Epiloghi. Giorni inattesi a Villapizzone Mazza Nicolò - Leonida, 2011 - Poesia
"Le liriche di Nicolò Mazza affrontano con delicatezza e profonda dolcezza i diversi aspetti della sua esistenza. La silloge si compone di due parti diverse e complementari; nella prima il poeta si presenta a noi come uomo della memoria, come cantore della sua storia, aedo che in pochi versi ci riassume la sua anima, ci fornisce gli strumenti per conoscere l'uomo Nicolò Mazza, e i suoi affetti, perché non si può essere poeti se non si è prima uomini. [...] La seconda parte della silloge invece fa riferimento alla religiosità di questo poeta, al suo essere pellegrino che trova il senso di sé nell'incontro con Cristo. [...] Parlandoci di sé il poeta ci parla di noi, tramuta per il lettore i rumori della vita in canti. E lo fa senza inutili elucubrazioni, cosciente della limitatezza della parola stessa, ma con un linguaggio essenziale, puro, con uno stile limpido e chiaro che permette al lettore di entrare in sintonia con il suo animo, con il lettore che diventa cooperatore ad oltranza del testo creativo." (dalla prefazione di Domenica Moscato)