Libri di Domenico Mazzocato Gian
Bibliografia di Domenico Mazzocato Gian: tutti i libri in vendita online editi da Santi Quaranta
Il bosco veneziano Mazzocato Gian Domenico - Santi Quaranta, 1999 - Il Rosone. Invenzione
Il Montello, il bosco proibito fin dal 1471 per volontà del doge Nicolò Tron, resta nella storia della Serenissima il bosco veneziano per antonomasia; così lo individuerà con rabbia il popolo esiliato dei paesi montelliani. La foresta dei grandi roveri sarà bandita alla gente comune, con vessazioni e processi di massa, non solo da Venezia, ma anche dal Regno napoleonico, dall'Austria e, per quasi un trentennio, dai governi dell'Italia Unita. In questo romanzo il protagonista è la famiglia Barro, nello svolgersi di tre generazioni, con Ireno, con Bino e sua moglie Clotilde, e il figlio Teofilo. Quando i Barro saranno costretti a emigrare in Brasile vorranno ricostruire anche nei nomi la terra nativa abbandonata.
Il delitto della contessa Onigo Mazzocato Gian Domenico - Santi Quaranta, 1997 - Il Rosone. Invenzione
Linda Onigo, contessa trevigliana di religione valdese, viene uccisa l'11 marzo 1903, nel giardino del suo palazzo da Pietro Bianchet. Il romanzo si allarga dalla sfera individuale a quella storico-sociale; riproponendo l'artificio del manoscritto ritrovato, l'autore si avvale di due registri stilistici: uno, realistico, riguarda il delitto storicamente accaduto; l'altro, più psicologico, è dato dal diario del conte Francesco Avogadro degli Azzoni, amico della contessa, che rievoca soprattutto il processo a Bianchet, celebrato a Venezia. Questo libro offre al lettore un suggestivo quadro della provincia veneta tra l'Ottocento e Novecento.
Gli ospiti notturni Mazzocato Gian Domenico - Santi Quaranta, 2001 - Il Rosone. Invenzione
"Gli ospiti notturni" è un'opera narrativa, ispirata dai racconti orali di 'zio Fabio, nella caneva, tra i profumi del raboso', dove Mazzocato conferma la sua scrittura terragna e ammaliante, che attraversa in profondità il mondo contadino trevigiano e veneto, con il Montello, il Piave e il Sile in rilievo, fino a disegnare una pregnante epopea degli umili. Spiccano poi, per scandaglio psicologico e per forza creativa, i personaggi femminili della Teta e della Antonia. Mazzocato ha riunito i suoi 'ospiti', sia quelli puramente terrestri che quelli fantastici o metafisici, in un rarefatto convito notturno; ma essi non amano rimanere nelle tenebre, piuttosto sembrano in attesa della luce dolce e sontuosa dell'aurora.