Libri di Mazzocut
Bibliografia di Mazzocut: tutti i libri in vendita online editi da Led Edizioni Universitarie
Estetica dello spettacolo e dei media Mazzocut-Mis M. (Cur.) Tavani E. (Cur.) - Led Edizioni Universitarie, 2012 - Forme Del Sentire. Studi
La scelta di pensare l'estetica con riferimento diretto allo spettacolo e ai media nasce dalla convinzione che gran parte della nostra esperienza attuale si articola nelle intersezioni tra questi due piani. Il volume si interroga su ciò che oggi significa il rinnovato incontro con opere o artefatti, elaborati a partire da territori specifici: cinema, teatro, videoarte, fotografia, musica, web. Il percorso proposto muove dal concetto di spettacolo, esaminato nelle tematiche relative al rapporto attore-spettatore e al godimento estetico, per approdare alla questione dell'entrata in campo di nuove modalità di esperienza mediale ed espressiva, avvalendosi di analisi puntuali di forme specifiche di spettacolo e di produzione tecnica e artistica in contesti specifici ben definiti. Particolare attenzione è dedicata ai binomi "finzione-realtà" e "virtuale-reale" - luoghi elettivi di messa in scena che coinvolgono l'attore, lo spettatore e, non da ultimo, l'utente dei nuovi media - e anche alle implicazioni etiche e politiche delle nuove esperienze mediali. Il lettore ha a disposizione un itinerario attraverso l'esperienza mediale e spettacolare contemporanea. Esperienza reimpostata radicalmente dalle nuove tecnologie e teatro di mutazioni percettive e comunicative, ma, proprio per questo, fonte di produzione creativa in continua espansione.
Corpo e voce della passione. L'estetica attoriale di Jean-Baptiste du Bos Mazzocut-Mis Maddalena - Led Edizioni Universitarie, 2010 - Forme Del Sentire. Studi
A partire dai fondamenti dell'estetica dell'emozione, il volume indaga il ruolo dell'attore all'interno del pensiero di Jean-Baptiste Du Bos, le cui Réflexions critiques sur la poésie et sur la peinture (1719) sono state fonte d'ispirazione e motivo di riflessione per tutto un secolo. Sebbene il teatro non sia l'arte privilegiata da Du Bos, almeno nel titolo della sua opera, i riferimenti alla tragedia, alla commedia e al dramma sono molti e di grande rilevanza. Distanziandosi da una regolistica secentesca, l'attore non è più inteso come un oratore impegnato a pronunciare un discorso accompagnato da gesti; sono piuttosto l'intensità di questi ultimi, il ruolo e la trasmissione delle passioni, la centralità dell'emozione che devono emergere e fortemente caratterizzare i suoi atteggiamenti interpretativi. Con Du Bos, l'identità tra recitazione teatrale e oratoria viene meno all'interno della proposizione di una nuova e originale codificazione dell'arte attoriale, che, pur nel recupero della cultura antica, trova nel gesto, nei ritmi e nelle misure una nuova normativa. L'estetica sentimentale si traduce in un'estetica del gesto che non è solo sintomo riflesso della sensibilità del cuore, ma espressione meditata di un'«intelligenza» interpretativa che l'attore mette in scena.
I luoghi del sublime moderno. Percorso antologico-critico Mazzocut-Mis M. (Cur.) Giordanetti P. (Cur.) - Led Edizioni Universitarie, 2005 - Testi E Contesti
Mancava nel panorama dell'estetica italiana un'ampia ricognizione antologica sul "sublime moderno". A partire dal suo fondamento retorico, dalla querelle sul "Fiat Lux" - "a cosa si dirige la nostra ammirazione? All'atto della creazione o al racconto di Mosè?" - il sublime delle parole si oppone o si sovrappone al sublime del contenuto. Boileau, Silvain, Rapin, B. Lamy ne saranno alcuni interpreti. Il primo e il secondo capitolo, di questo repertorio antologico, vertono l'uno sul sublime artistico, soffermandosi sul ruolo preponderante assegnato all'arte poetica, l'altro sul sublime naturale e, nel caso di Kant, anche sul sublime oggetto della scienza. Il terzo capitolo analizza un lato particolare del sublime, che prende le mosse da un aspetto dilagante nell'Europa di fine Seicento e del Settecento, ma che è assai meno studiato rispetto al sublime "tradizionale": la sua nascita dal lato emozionale-patetico, che trova il suo pieno sviluppo teorico nelle "Réflexions" di Jean-Baptiste Du Bos. Si delinea, in questo testo, un percorso che da Milton, Pope e Haller conduce attraverso Dennis, Addison, Burke, Lessing, Mendelssohn e Sulzer a Kant, Schiller e Schopenhauer. Senza tralasciare gli autori dell'idealismo tedesco, il sublime viene indagato anche nel Novecento, con una prospettiva rivolta agli sviluppi contemporanei. Ogni brano è preceduto da un'ampia scheda introduttivo-tematica, che esemplifica i passi selezionati.