Libri di Stefania Mazzone
Bibliografia di Stefania Mazzone: tutti i libri in vendita online editi da Rubbettino
Seta e anarchia. Teorie e prassi degli anarchici italiani a Paterson Mazzone Stefania - Rubbettino, 2018 - Università
Tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento, il fenomeno dell'emigrazione politica dall'Italia verso l'estero in generale e in America in particolare, vede un notevole incremento a causa della lunga stagione emergenziale inaugurata da Francesco Crispi e, fondamentalmente, mai abbandonata dall'ordinamento italiano. Accanto all'emigrazione per motivi economici, quella per motivi politici si sviluppa e si intreccia con la storia del movimento operaio internazionale, le sue tante tendenze, la Prima e la Seconda Internazionale e i suoi protagonisti. La città di Paterson diventa esemplare del dibattito e della prassi politica di questo composito movimento e, soprattutto, della realtà anarchica. Accanto alla sterminata pubblicistica ivi prodotta, anche nuove pratiche di solidarietà sociale femminile e di espressione artistica politicamente impegnata sono indagate e criticamente ricostruite.
Genealogie della cura. Donne, corpi e politica del vivente Mazzone Stefania - Rubbettino, 2026 - Università
Il volume si propone come contributo teorico alla critica dei paradigmi politici moderni fondati sulla sovranità, sull'universalismo astratto e sulla neutralizzazione delle differenze. Attraverso un approccio genealogico, il testo analizza i processi storici e simbolici di produzione del genere e della soggettività, mostrando come il corpo, la differenza sessuale e la relazione siano stati sistematicamente marginalizzati nella costruzione dell'ordine politico. In dialogo con la cultura ebraica, la sua tradizione ermeneutica, la teologia femminista, l'opera mette in questione la separazione moderna tra legge e vita, pensando la differenza sessuale come principio dialogico, spazio di responsabilità condivisa e di trasmissione simbolica. Assumendo la cura come categoria analitica, il volume si distanzia tanto da una concezione essenzialista del femminile quanto da una riduzione della cura a pratica privata o morale. La cura viene tematizzata come dispositivo politico e ontologico, capace di interrogare i regimi di sapere e di potere che governano i corpi, i generi e le forme della vita. In questa prospettiva, il genere emerge come campo di tensione tra assoggettamento e possibilità di soggettivazione, tra normatività e pratiche di resistenza incarnata. In dialogo con il pensiero femminista della differenza, con la teoria critica e con le elaborazioni foucaultiane e arendtiane sul biopotere, il volume ricostruisce genealogie femminili dell'agire politico che eccedono la logica del dominio. Una riflessione teorica che integra differenza sessuale, memoria e responsabilità, e che, nel contesto delle crisi ecologiche e tecnopolitiche del presente, individua nella cura un paradigma teorico per ripensare la giustizia, la convivenza e il mondo comune.