Libri di Mazzotta
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Con Giovanni Bellini. Dodici esercizi di lettura Mazzotta Antonio - Officina Libraria, 2021 - Oro
Questo libro raccoglie schede, articoli, fotografie, saggi e studi, distribuiti lungo oltre un decennio di appassionata fedeltà al più grande pittore veneziano del Quattrocento: Giovanni Bellini (1430 circa-1516). Il titolo «Con Giovanni Bellini» sta a significare, oltre che «insieme a», anche «dalla parte di». I dodici pezzi - veri e propri «esercizi di lettura» - presentano una costante metodologica: partono dall'analisi formale e dall'approccio diretto, fisico, con le opere d'arte, calate nei loro contesti, fino a giungere a un più ampio esercizio critico e interpretativo dei fenomeni figurativi e storici. Particolare attenzione è dedicata alla giovinezza di Bellini, momento cruciale in cui l'arte veneziana è traghettata dal mondo tardogotico del padre Jacopo al Rinascimento del cognato Andrea Mantegna, ma anche agli anni della vecchiaia, in cui il patriarca della pittura lagunare, «pronto a rinnovarsi fino all'ultimo istante della sua vita» (Bellosi), è capace di affrontare alla pari i migliori allievi: Giorgione e Tiziano.
Vesperbild. Alle origini della Pietà di Michelangelo. Catalogo della mostra (Milano, 13 ottobre 2018-13 gennaio 2019). Ediz. a colori Mazzotta A. (Cur.) Salsi C. (Cur.) - Officina Libraria, 2018 - Cataloghi Di Mostre
La parola tedesca «Vesperbild» significa letteralmente immagine del Vespro e rievoca il momento in cui il corpo di Cristo, deposto dalla croce, è in attesa di sepoltura. L'iconografia del Cristo morto sul grembo di Maria ha iniziato ad essere rappresentata nelle sculture lignee della valle del Reno d'inizio Trecento. I motivi e le conseguenze della diffusione di questa iconografia in territorio italiano, a partire dalla metà del secolo e fino ad arrivare al suo esito più classico e celebre, la Pietà di Michelangelo, sono al centro della ricerca di questa mostra al Castello Sforzesco di Milano. Partendo dai primi esempi nordici e attraverso l'analisi di opere di grandi artisti italiani come Francesco Del Cossa, Ercole de' Roberti, Giovanni Bellini, Carpaccio, Perugino, vengono illustrati i diversi snodi e gradi dello sviluppo storico-geografico di quest'iconografia fino ad arrivare, appunto, all'interpretazione di Michelangelo, destinata a condizionare la percezione del tema nei secoli a venire: la Pietà vaticana. Ma verso la fine della sua vita, il Buonarroti tornerà sul tema recuperando la cifra emotiva ed espressiva dei primi Vesperbilder tedeschi: la sua Pietà Rondanini, esposta nelle sale dell'Antico Ospedale Spagnolo adiacenti alla mostra, incarna chiaramente questo desiderio di tornare alle origini più antiche di questa rappresentazione. Il catalogo, riccamente illustrato, sarà caratterizzato da un ampio saggio di Antonio Mazzotta e Agostino Allegri che ripercorre la storia di questa iconografia e di tutte le sue diverse declinazioni e rappresenta uno studio, ampio e comprensivo, in lingua italiana su questo tema.
Vesperbild. Alle origini della Pietà di Michelangelo. Catalogo della mostra (Milano, 13 ottobre 2018-13 gennaio 2019). Ediz. a colori Mazzotta A. (Cur.) Salsi C. (Cur.) - Officina Libraria, 2018 - Cataloghi Di Mostre
La parola tedesca «Vesperbild» significa letteralmente immagine del Vespro e rievoca il momento in cui il corpo di Cristo, deposto dalla croce, è in attesa di sepoltura. L'iconografia del Cristo morto sul grembo di Maria ha iniziato ad essere rappresentata nelle sculture lignee della valle del Reno d'inizio Trecento. I motivi e le conseguenze della diffusione di questa iconografia in territorio italiano, a partire dalla metà del secolo e fino ad arrivare al suo esito più classico e celebre, la Pietà di Michelangelo, sono al centro della ricerca di questa mostra al Castello Sforzesco di Milano. Partendo dai primi esempi nordici e attraverso l'analisi di opere di grandi artisti italiani come Francesco Del Cossa, Ercole de' Roberti, Giovanni Bellini, Carpaccio, Perugino, vengono illustrati i diversi snodi e gradi dello sviluppo storico-geografico di quest'iconografia fino ad arrivare, appunto, all'interpretazione di Michelangelo, destinata a condizionare la percezione del tema nei secoli a venire: la Pietà vaticana. Ma verso la fine della sua vita, il Buonarroti tornerà sul tema recuperando la cifra emotiva ed espressiva dei primi Vesperbilder tedeschi: la sua Pietà Rondanini, esposta nelle sale dell'Antico Ospedale Spagnolo adiacenti alla mostra, incarna chiaramente questo desiderio di tornare alle origini più antiche di questa rappresentazione. Il catalogo, riccamente illustrato, sarà caratterizzato da un ampio saggio di Antonio Mazzotta e Agostino Allegri che ripercorre la storia di questa iconografia e di tutte le sue diverse declinazioni e rappresenta uno studio, ampio e comprensivo, in lingua italiana su questo tema.