Libri di Carmelo Meazza
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La comunità s-velata. Questioni per Jean-Luc Nancy Meazza Carmelo - Guida, 2010 - Strumenti E Ricerche
In questi studi si fa reagire Nancy verso Derrida e Derrida verso Nancy. Di Derrida si riprende la forza dell'arte della decostruzione nei confronti della scena dell'opera della filosofia. Non è facile per Nancy sottrarre gli enunciati ontologici in cui tenta la riforma del Dasein a una certa insidia di Derrida. Di Nancy si fa reagire un'idea e pratica dell'esposizione di un corpo senza veli. Ci si chiede come riguardi la questione della comunità, se possa rinunciare a una certa fenomenologia, se non abbia qualcosa da dire su quella legge della legge che manca all'evento che costituisce, in cui Derrida fa balenare la chora o la spaziatura della différance. Ciò porta a interrogare l'opera esposta dell'evento dell'arte. Ci si chiede se questo evento riguardi il comune e la filosofia che patisce la questione del comune. Ci chiederemo se l'imperativo ontologico che Nancy rilancia sovrapponendo il Dasein e l'imperativo categorico non sia più coerente con una logica di esposizione senza veli, se viene interrogata a partire dalla soglia d'esposizione in cui si decide un'opera dell'arte.
Di traverso in Jacques Derrida. In un certo attualismo nel dramma di differenza e différance Meazza Carmelo - Guida, 2008 - Strumenti E Ricerche
La decostruzione di Jacques Derrida può forse trovare un suo esemplare nella tecnica dello struzzo per mettersi al riparo dai pericoli narrata da Jacques Lacan, in un commento a una celebre novella di Edgard Allan Poe. "[...] esso scrive Lacan - meriterebbe di essere qualificato come animale politico, per il fatto di ripartirsi in tre partners, il secondo dei quali si crede rivestito di invisibilità per il fatto che il primo ha la testa affondata nella sabbia, mentre lui lascia che un terzo gli spenni tranquillamente il didietro". In qualche modo la decostruzione e il suo gesto attraversano il lavoro del terzo di questi partners. Nel senso almeno che essa interviene laddove ogni copertura lascia qualcosa di scoperto. Il filosofo è tuttavia assai più scaltro dello struzzo. Quando va a fondo, quando sprofonda nell'intensità concettuale, in qualche modo, copre, ricopre sempre, con un certo velo ciò che resta fuori copertura. I due movimenti non si dispongono in successione ma appartengono al medesimo atto della stessa scena. La direttrice principale del volume indaga la messa in opera di quest'arte della velatura, introduce la metonimia di una mano e chiede conto alla filosofia della "différance" se opera della filosofia e opera dell'arte abbiano a che fare con la medesima arte della velatura, con la medesima manualità, o in altre parole se la metafora della filosofia sia convertibile con la metafora dell'opera dell'arte.
L'effetto del reale e la prossimità del tra-noi. Fenomenologia del «parergon» Meazza Carmelo - Guida, 2018 - Soggettività, Etica E Psicologia
Come pensare la prossimità dell'uno con l'altro? Come mostrare quel tratto in cui si apre la nostra prossimità quando siamo tra-noi? La semplice relazione dell'uno all'altro cela qualcosa di decisivo di questa prossimità. Per questo un'etica della relazione è insidiosa e del tutto insufficiente a mostrare questa prossimità del tra-noi. Così pure un'etica dell'altro andrebbe recuperata dall'immensa retorica con cui circola da molti anni. Questo studio si impegna a sostenere un'etica della datità. Interroga l'altro e la relazione nel momento in cui una datità diventa convertibile con un terzo né mio né tuo. Non c'è prossimità se un terzo non è altro dall'uno e dall'altro. Si cerca di mostrare come la convertibilità del terzo e del dato nomini il reale e costringa a pensare il reale come l'evento stesso dell'apertura del tra-noi. Il lungo percorso del saggio sul tema del parergon solo in apparenza rimanda a un'estetica dell'ente. Il vero interesse è sulla formalità o fenomenalità del dato. Vi sarebbe sempre una parergonalità come evento dell'ente laddove una differenza ontologica è portata al suo massimo estremo. Laddove è costretta e reincontrare l'ente in quanto ente, l'ente come nient'altro che ente. Il saggio svolge un'indagine sulla necessità di questa singolare conformazione e il suo rapporto immanente con la nozione tradizionale di sostanza, di forma o eidos. In questa formalità il legame del tra-noi e l'emergenza stessa della prossimità trova la sua occasione.