Libri di Herman Melville
Bibliografia di Herman Melville: tutti i libri in vendita online editi da Elliot
Chi cerca i libri di Herman Melville esplora i capolavori della letteratura americana dell'Ottocento, caratterizzati da una profonda analisi filosofica e avventure marittime indimenticabili. Seguire i libri in ordine cronologico di Herman Melville permette al lettore di comprendere l'evoluzione stilistica dell'autore, passando dai primi racconti di viaggio ispirati alle esperienze personali nelle isole dei mari del Sud fino alle riflessioni metafisiche più complesse della sua piena maturità artistica.
Biografia dell'autore
Herman Melville nasce a New York nel 1819. Dopo una giovinezza segnata da difficoltà economiche, si imbarca su navi baleniere, esperienze che diventano il fulcro della sua intera produzione letteraria. Tornato sulla terraferma, si dedica alla scrittura, cercando di conciliare le narrazioni di viaggio con un'inquietudine intellettuale che lo spinge a esplorare l'animo umano. Nonostante la notorietà raggiunta in vita, muore a New York nel 1891 in relativa solitudine, ottenendo solo postumo il riconoscimento globale come uno dei pilastri della narrativa americana del XIX secolo.
Stile di scrittura
I libri di Herman Melville si distinguono per una prosa densa, simbolica e ricca di riferimenti biblici e shakespeariani. L'autore è celebre soprattutto per aver creato la figura del capitano Achab e della gigantesca balena bianca in Moby Dick, elementi che incarnano l'eterno scontro tra l'uomo e l'ignoto. Anche le figure di Bartleby lo scrivano, con la sua celebre rinuncia esistenziale, e di Billy Budd, vittima innocente della rigidità del destino, testimoniano la capacità di Melville di trasformare narrazioni semplici in riflessioni universali sul bene, il male e la condizione umana.
Prossime uscite di Herman Melville
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788818042597 Moby Dick. Ediz. integrale
La veranda Melville Herman Montalto C. A. (Cur.) - Elliot, 2016 - Lampi
Dopo aver comprato una vecchia fattoria nel Massachusetts, un uomo desidera contemplare il paesaggio, ma la casa è sprovvista di una veranda. Scendendo a compromessi con se stesso, si accontenta di farne costruire solo una parte, sul lato nord. Una volta terminata, vi si accomoda ad ammirare la montagna che sovrasta la valle. Ogni giorno, seduto fuori a fine giornata, nota un riflesso tra i boschi delle alture: immagina che vi sia una casa, e che sia abitata da persone solitarie e felici. La veranda diventa quindi per lui luogo di sogno e speranze, soglia di passaggio verso una vita diversa, ma anche vuoto esistenziale di amari risvegli. Una narrazione costellata da note autobiografiche, che dà il nome all'unica raccolta di racconti di Melville e che custodisce tra le righe un lato meno conosciuto del grande autore di Moby Dick.
Benito Cereno Melville Herman - Elliot, 2026 - La Città Ideale
Nel 1799, al largo dell'isola cilena di Santa Maria, il comandante statunitense Amasa Delano avvista un veliero alla deriva. Quando sale a bordo di quella che sembrerebbe una nave fantasma, trova invece il comandante Benito Cereno, assediato da una masnada di disperati dal comportamento ambiguo, ora mellifluo ora aggressivo. Quali terribili fatti sono accaduti al mercantile carico di schiavi, e quali stanno per accadere? Il racconto fatto da Benito Cereno delle sventure patite dal vascello sulla rotta tra Buenos Aires e Lima commuove il comandante americano anche se, a tratti, in lui si fanno strada sospetti e interrogativi che non trovano risposta. Ispirato a un ammutinamento realmente accaduto alcuni decenni prima, questo romanzo breve di Herman Melville parla senza remore anche ai lettori del nostro secolo. Benito Cereno è costruito con la stessa sostanza del mare: in superficie si riflette - in una dinamica che dal romanzo d'avventura evolve presto verso il thriller psicologico - la cattiva coscienza di una società basata su un imperialismo razzista e truce; man mano che si scende in profondità, invece, giganteggiano mostruose e senza tempo le ombre del bene del male. Con un testo di Yari Selvetella.