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La politica estera italiana fra le due guerre: 1918-1940. Vol. 1: Dalla fine della Grande guerra ai trattati di Locarno (1918-1925) libro
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LIBRO   9788833791067

La politica estera italiana fra le due guerre: 1918-1940. Vol. 1: Dalla fine della Grande guerra ai trattati di Locarno (1918-1925) Menoni Renzo   -  Pacini Giuridica, 2019  -  Storia

Il presente volume (primo di un'opera più vasta che abbraccerà la politica estera italiana fra le due guerre) è dedicato al periodo ricompreso fra gli armistizi e i trattati di pace di Parigi, che hanno posto fine alla "grande guerra", e gli accordi di Locarno dell'ottobre-dicembre 1925, che segnarono la conclusione del primo dopoguerra, con la riammissione della Germania di Weimar nel "concerto"delle grandi potenze. Questo periodo ricomprende la politica estera dei cinque governi liberali del dopoguerra (Orlando, Nitti, Giolitti, Bonomi e Facta) e, dal 31 ottobre 1922, l'esordio del governo Mussolini, con tutte le connesse e complesse problematiche di continuità/discontinuità della politica estera di quest'ultimo governo rispetto a quella dei precedenti. La conferenza della pace consacrò l'Italia fra le "grandi potenze" vincitrici del conflitto (unitamente alle alleate Inghilterra e Francia e all'associato Stati Uniti) e, con i trattati di Locarno, tale ruolo venne ancor più esaltato, in quanto Roma fu chiamata, unitamente all'Impero inglese (e cioè a quello che allora era considerato la massima potenza mondiale, in conseguenza della politica isolazionista assunta da Washington) a garantire il patto franco-tedesco per i confini renani. Il volume indaga - fra l'altro - se, in questi sette anni del primo dopoguerra, al riconosciuto rango ufficiale abbia corrisposto anche un ruolo effettivo di "grande potenza" dell'Italia nelle relazioni internazionali. L'ambizione dell'autore sarebbe quella che ciascun lettore fosse in grado di meglio comprendere gli avvenimenti di quel periodo, storicizzandoli e sottraendoli quindi (a distanza di ormai un secolo) alla persistente tentazione di un uso politico della storia.

€ 34.00 € 32.30
LIBRO   9788833793733

Prolegomeni per una storia dell'avvocatura parmense Menoni R. (Cur.)   -  Pacini Giuridica, 2021

Dopo i saluti introduttivi, il volume si apre con un saggio del curatore, Renzo Menoni, che, a titolo di inquadramento generale, ricostruisce sinteticamente la storia dell'Avvocatura italiana dall'Unità d'Italia ad oggi, soffermandosi su alcune particolari problematiche. Prosegue con l'intervento di Michela Donati sull'avvocatura del Ducato prima dell'Unità; l'interessante miscellanea di brevi note sull'avvocatura parmense, attraverso i verbali dei Consigli dell'Ordine e su altri argomenti correlati, di Daniela Bandini e Maria Carla Guasti; i "medaglioni" di Fabio Mezzadri su alcuni avvocati parmensi che hanno in campo politico, amministrativo, letterario reso onore alla professione; il saggio sull'associazionismo forense a Parma di Paola Davico e Luciana Guareschi. Si conclude con le due appendici che riproducono, la prima la copertina degli albi e le pagine interne relative alla composizione dei Consigli dell'Ordine e dei Consigli di Disciplina, a far tempo dal 1905; la seconda le due sentenze della corte d'appello di Torino del 1883 e della corte di cassazione di Torino dell'anno successivo, relative al famoso "caso" di Lidia Poët, con le quali l'autorità giudiziaria enunciò il principio dell'impossibilità per una donna di iscriversi all'albo degli avvocati e di esercitare la professione.

€ 28.00