Libri di Simona Merlo
Bibliografia di Simona Merlo: tutti i libri in vendita online editi da Guerini E Associati
All'ombra delle cupole d'oro. La chiesa di Kiev da Nicola II a Stalin (1905-1939) Merlo Simona - Guerini E Associati, 2005 - Contemporanea
Il 1905, anno della prima Rivoluzione russa, ha segnato uno spartiacque anche nella storia della Chiesa. Gli anni che seguirono furono per la Chiesa ortodossa anni di risveglio, di dibattito, di confronto sul rinnovamento dell'istituzione ecclesiale, necessario per adeguarla alle trasformazioni in atto nella società, tramite innanzitutto la convocazione di un Concilio e l'abbattimento del sistema sinodale, con cui Pietro I aveva nel 1721 sostituito l'istituzione del patriarcato. Paradossalmente, la rivoluzione del 1917, con le conseguenze fatali che avrebbe avuto sulla vita degli ortodossi, si abbatté sul paese e sulla Chiesa proprio nel momento in cui era stato finalmente convocato il Concilio e ripristinato il patriarcato. La distruzione della Chiesa e la sua estraniazione dal tessuto sociale avvennero per gradi ed ebbero il loro climax negli anni del «grande terrore» staliniano, quando gli spazi di sopravvivenza dei credenti all'interno della società sovietica si restrinsero e l'ortodossia di matrice kieviana fu accomunata a quella del resto dell'Unione Sovietica nella chiusura delle chiese, nelle persecuzioni, nelle repressioni. Questo libro analizza oltre trenta anni cruciali delle vicende della Chiesa russa da un osservatorio particolare qual è la città di Kiev, città nella cui storia influenze diverse sono confluite a formare una sintesi originale. Importante centro dell'ortodossia del mondo dapprima russo-imperiale e poi sovietico, Kiev possiede una duplice natura: da un lato è «madre delle città russe», luogo del battesimo della santa Rus', e, dall'altro, è la citt
Russia e Georgia. Ortodossia, dinamiche imperiali e identità nazionale (1801-1991) Merlo Simona - Guerini E Associati, 2010 - Contemporanea
La politica, prima della Russia e poi dell'URSS, nei confronti delle proprie periferie non è stata univoca, ma caratterizzata da un approccio "al plurale", suggerito dai caratteri specifici di cui i differenti popoli erano portatori. Nel caso georgiano, l'ortodossia fu un elemento di primaria importanza nella dinamica tra l'impero e questa periferia. Situata in una posizione strategica dello scacchiere caucasico, la Georgia fu infatti l'unico territorio integrato nell'impero a professare la medesima fede religiosa degli zar e, al tempo stesso, a essere dotato di una propria Chiesa e di un'originale tradizione ecclesiastica. Questo lavoro, basato su materiali archivistici inediti, analizza come il "fattore ortodosso" abbia svolto un ruolo centrale nelle dinamiche tra centro e periferia nel corso dei quasi duecento anni in cui la Georgia fu inserita nello Stato sovranazionale russo-sovietico, per quanto concerne sia l'affermazione e la salvaguardia dell'identità nazionale, sia la politica esercitata dapprima da San Pietroburgo e poi da Mosca in quest'area. Quest'ultimo aspetto ha assunto, nei vari tornanti storici, connotazioni differenti: dall'utilizzo, in epoca zarista, dell'ortodossia come elemento dì integrazione della Georgia nel sistema imperiale, all'inquadramento, all'indomani del secondo conflitto mondiale, della Chiesa georgiana nelle strette maglie imposte dalla politica religiosa di un georgiano insediato al Cremlino.