Libri di Ezio Mestrovich
Bibliografia di Ezio Mestrovich: tutti i libri in vendita online editi da Ronzani Editore
A Fiume, un'estate Mestrovich Ezio - Ronzani Editore, 2022 - Ventoveneto
Siamo a Fiume sul finire degli anni '40, oggi Rijeka, in Croazia, all'epoca jugoslava. La storiografia annota la guerra fredda tra Democrazia e Totalitarismo, Capitalismo e Comunismo; si sta consumando la spaccatura tra la Jugoslavia di Tito e il blocco guidato dall'Unione Sovietica di Stalin. Dalle memorie locali emergono le macerie e la ricostruzione, le spese razionate dalle tessere, i pacchi UNRRA degli aiuti americani, gente che parte, altra che arriva. L'esodo degli italiani è già cominciato: svuoterà la città. Questa la cornice e insieme la matrice, ma la grande Storia sta stretta all'umanità filtrata dalla testimonianza sensoriale di un fanciullo. Italiani, croati, istrorumeni, personaggi di una città e di un palazzo dove si incrociano suoni e odori, origini e destini, tutti anelanti a una vita diversa. Cercata in altri luoghi, altre fedi, altri amori. Con le passioni di sempre e di ogni dove, con le esasperazioni di quel periodo.
Foiba in autunno Mestrovich Ezio Sambi M. (Cur.) - Ronzani Editore, 2026 - Vento Dell'adriatico
In un lungo autunno innaturalmente mite, una testa mozzata e semidecomposta è scoperta da un cane da pastore sulle pendici orientali del Monte Maggiore che si affacciano sulla città di Fiume, oggi Rijeka, in Croazia. Il corpo decapitato giace all'imboccatura di una foiba, una delle cavità carsiche tristemente note per le esecuzioni sommarie avvenutevi dopo la Seconda guerra mondiale. Ben presto un altro cadavere incatenato emerge dalle acque della Riviera Liburnica degli antichi fasti absburgici e dell'attuale turismo di massa, e con quello il sospetto immediato che tra i due omicidi ci sia un nesso. Sullo sfondo, la neonata Croazia dei primi anni Duemila, con le cicatrici delle recenti guerre jugoslave ancora aperte, mentre più remote e rimosse piaghe sono pronte a riattivarsi come faglie sismiche. Foiba in autunno, il testamento letterario di Ezio Mestrovich, finge le movenze del poliziesco per orchestrare ben presto un disegno molto più complesso e sottile, dove è essenziale «trovare la misura giusta: nei volumi, nelle forme, nei colori, nella medesima materia». Oggetto della misura è la Storia, in cui ardono tizzoni di brace sotto a strati di cenere alti più di mezzo secolo, affioranti all'improvviso «come una presenza arcaica. Sembra svanita, quand'ecco che riaffiora da chissà quali profondità. Alla pari di avvenimenti, passioni, sentimenti che si credono dispersi e sepolti da milioni di avvenimenti successivi. E invece, quando meno te l'aspetti, te li trovi vicino. Invadenti, robusti, inquietanti... Come una volta. Forse ancor di più».