Libri di Stelvio Mestrovich
Bibliografia di Stelvio Mestrovich: tutti i libri in vendita online editi da Tra Le Righe Libri
Satana il Santo. Effetto Rasputin fra leggenda e realtà Mestrovich Stelvio - Tra Le Righe Libri, 2023
«Rasputin era nefasto: egli era il paravento d'infiniti intrighi e porcherie, però, quando decidemmo di sopprimerlo, il paravento era in sostanza già caduto». Rasputin ha impersonificato il male e visto come un ascesso che infettava la società divenne capro-espiatorio (certo non senza ombre e colpe), assorbendo sulla sua figura il tentativo di liberazione e purificazione di una comunità già in declino. Si uccise Rasputin senza sapere che il "rasputismo" aveva radici così profonde che morto il "mugik", il male continuava indisturbato la sua azione devastante. In questo saggio una rilettura di Rasputin "Satana il santo" che intende riaprire un dossier che ha condizionato e continua a limitare il nostro giudizio verso l'intera Russia. Chi era veramente il mugik Rasputin? E quali le colpe che lo hanno trasformato nel male e nel responsabile della fine dello zar e della sua famiglia?
Pyramiden. Il diario del sovversivo Nikolaj Vladimirovic Melnikov Mestrovich Stelvio - Tra Le Righe Libri, 2021
Nikolaj Vladimirovic Melnikov venne internato nella città mineraria di Pyramiden sull'isola centrale dell'arcipelago Spitzbergen quasi in corrispondenza del 79° parallelo. Quell'isolato e quasi irraggiungibile insediamento era stato fondato nel 1910 da alcuni minatori norvegesi, venduto all'URSS nel 1927 e trasformato dai sovietici in una città mineraria per l'estrazione del carbone. Prima con la compagnia sovietica Russkij Grumant, poi con l'Arktikugol. Nel gelo e nel tormento del lavoro in miniera a Pyramiden si svolgono i tragici fatti che portarono all'attentato a Breznev avvenuto il 22 gennaio del 1969 davanti alle mura del Cremlino. Nikolaj Vladimirovic Melnikov sapeva così come Vasilisa, che il ventenne Viktor Ilin avrebbe sparato a Breznev. Il resto della verità ancora oggi è sepolta nei pozzi minerari e graffiati su qualche parete di due ospedali psichiatrici sovietici.
Il processo a Lucca del brigante Musolino (14 aprile 1902-11 luglio 1902) Mestrovich Stelvio - Tra Le Righe Libri, 2020
Giuseppe Musolino era un taglialegna di 21 anni quando, per una partita di nocciole, scoppia una rissa in un'osteria a Santo Stefano in Aspromonte. Il giorno dopo, il 29 ottobre del 1897, uno degli avversari, Vincenzo Zoccali, viene ferito in un agguato. Musolino è accusato del tentato omicidio e dopo sei mesi di latitanza viene arrestato e condotto a Reggio Calabria. Il processo si basa su prove artefatte e false testimonianze che portano alla condanna per 21 anni del giovane, che però fugge dal carcere iniziando la propria vendetta. Nasce così da un errore giudiziario il mito del Brigante Musolino che in pochi mesi uccide cinque persone, ne ferisce gravemente altre quattro oltre ad essere responsabile del tentativo di aver fatto saltare in aria la casa dell'odiato nemico. Dopo una fuga rocambolesca e mesi di latitanza casualmente Musolino viene catturato nelle Marche ad Acqualagna, da due carabinieri comandati dal brigadiere Antonio Mattei (padre di Enrico Mattei). Tradotto a Lucca è processato, diventando la persona più famosa di inizio secolo in Italia, accogliendo simpatie e attirando attenzioni come eroe e giustiziere che combatte dalla parte degli ultimi.