Libri di Michel

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Il popolo. Quelli che non sanno nemmeno se hanno un diritto al mondo libro
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LIBRO   9788893131452

Il popolo. Quelli che non sanno nemmeno se hanno un diritto al mondo Michelet Jules   -  Asterios, 2020  -  In Folio. Asterios

Nel 1846 Jules Michelet titolare della cattedra di storia al Collège de France, noto come medievalista, pubblica un libretto intitolato II popolo. Questo saggio ha contribuito notevolmente a trasformare l'autore in un'icona repubblicana, il cantore del «grande racconto nazionale» caro alla terza repubblica. L'opera ha anche fissato per molto tempo una concezione grandiosa e al tempo stesso familiare del popolo francese, sempre pronto al duro lavoro e all'insurrezione, incarnante una nazione eccezionale, quella che aveva portato all'affermazione dell'uguaglianza tra gli uomini. Probabilmente è stata la prima volta che uno storico si è impegnato a descrivere, a comprendere e a celebrare la «grande Francia silenziosa», quella degli operai, di chi vive nell'ombra. Ma se Michelet è colui che lo nomina e lo studia in modo più sistematico, l'ascesa del popolo come eroe della storia, caratteristica del grande movimento romantico in tutta Europa, avviene però sulla scia della rivoluzione del 1789 e delle vittorie del «piccolo caporale» - il soprannome di Napoleone Bonaparte - ed è favorita dall'amarezza e dal fermento politico suscitati da ciò che è seguito loro.

€ 19.00 € 18.05
LIBRO   9788893131117

La sventura e la grazia. Come credere in un Dio assente. Saggio su Simone Weil Micheletti Gustavo   -  Asterios, 2019  -  Piccola Bibliothiki

Nessun filosofo può sottrarsi al rischio di rimanere preda dei paradossi che arriva a vedere e pensare, al rischio di esplodere in volo un attimo dopo averli sfiorati con le proprie ali. Come Kierkegaard testimonia e come Jean Luc Marion sottolinea "un pensatore senza paradosso è come l'amante senza passione, pura mediocrità". Il pensiero di Simone Weil non può che sottrarsi a qualsiasi sospetto in tal senso: la sua idea di Dio propone paradossi incalzanti cui la sua stessa vita rimase a lungo sospesa e il fatto stesso che per lei Dio possa manifestarsi solo tramite la sua assenza risulta fondamentale per poter comprendere il suo rapporto con la fede cristiana. L'esperienza della sventura ha proprio la prerogativa di rendere "Dio assente per un certo tempo", un tempo in cui, "bisogna che l'anima continui ad amare a vuoto, o almeno a voler amare, seppure con una parte infinitesimale di se stessa. Allora un giorno Dio le si mostrerà e svelerà la bellezza del mondo, come accade a Giobbe". La sventura è per la Weil un dispositivo semplice: raduna tutto il male e lo raccoglie in un unico punto per trasfigurare il dolore di cui l'essere umano è capace in una dimensione impersonale.

€ 29.00