Libri di Stuart Mill John
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La servitù delle donne Mill John Stuart Primiceri S. (Cur.) - Libri Dell'arco, 2025 - Gli Archetti
Nell'Inghilterra del 1869, anno in cui John Stuart Mill scrisse il presente saggio, le donne non avevano diritto di voto e la loro funzione sociale era limitata a ruoli domestici. Mill, nella sua attività di parlamentare, cercò di far passare un emendamento a favore del suffragio universale, ma l'operazione non riuscì in quanto la maggioranza parlamentare era composta da conservatori. Mill era invece un fine pensatore e politico liberale che si impegnò molto per la rimozione delle disuguaglianze. Comprendendo che alla base della discriminazione contro le donne vi era un problema culturale che aveva origini molto antiche, il filosofo inglese era consapevole di quanto fosse difficile scardinare un'opinione così forte basata sul sentimento e sul pregiudizio di massa. Tale retaggio culturale, però, non aveva nulla di razionale ed è proprio puntando sulla ragione che Mill cercò di argomentare in modo dettagliato l'infondatezza della disparità di genere tra uomo e donna. Mill ebbe quindi il merito di avviare un dibattito, di stimolare la società ad intraprendere un nuovo percorso che, però, ancora oggi, non è stato interamente completato. In troppe aree geografiche persiste la disparità di genere e anche nei Paesi in cui si sono registrati i maggiori progressi a livello legislativo, emergono talvolta residui di cultura patriarcale. Per questo il presente testo di Mill, illuminante per la sua epoca, rimane un punto di riferimento attuale per alimentare il dibattito contro le disuguaglianze.
L'utilitarismo Mill John Stuart Primiceri S. (Cur.) - Libri Dell'arco, 2025 - Gli Archetti
L'utilitarismo è la dottrina etica di cui John Stuart Mill è stato il più importante esponente. Secondo la filosofia di Mill un'azione è buona e, quindi, moralmente valida, se è in grado di promuovere la felicità e di ridurre la quantità di dolore. Inoltre, le conseguenze dell'azione devono massimizzare la felicità per il maggior numero di persone. Per via del ruolo fondamentale che occupa la valutazione delle conseguenze nell'intraprendere un'azione, l'utilitarismo è detto anche consequenzialismo. Mill ha avuto il merito di migliorare la prima formulazione dell'utilitarismo che fu di Jeremy Bentham e di strutturare il proprio pensiero in modo da renderlo rispettato e meno esposto a critiche. Mill introduce la dimensione sociale del concetto di felicità. Il fine dell'utilitarismo non è, pertanto, la somma numerica delle felicità individuali ma l'individuazione di ciò che può rendere felice il maggior numero di persone. Si tratta di una scelta qualitativa e non quantitativa. Solo attraverso la felicità degli altri si può trovare la propria felicità. Tra le qualità morali che giocano un ruolo determinante nella valutazione delle conseguenze di un'azione, Mill inserisce la libertà, la giustizia e una selezione di piaceri "superiori" da perseguire. In questo testo il filosofo inglese spiega i concetti chiave della sua dottrina, confutando anche le possibili critiche. Non vi è dubbio che l'utilitarismo ha contribuito in modo notevole al dibattito contemporaneo sulla valutazione morale dell'agire umano.
Saggio sulla libertà Mill John Stuart Primiceri S. (Cur.) - Libri Dell'arco, 2024 - Gli Archetti
L'uomo deve essere libero di esprimersi, anche nell'opinione più minoritaria e deve essere in grado di ascoltare e tollerare anche l'unica opinione divergente; deve essere libero di scegliere il suo progetto di vita secondo il proprio gusto e le proprie inclinazioni e capacità naturali, anche quando queste dovessero risultare "immorali" per il senso comune; infine deve essere sempre garantita la libera associazione tra persone. La libertà è, quindi, una componente fondamentale del cammino dell'uomo verso la felicità. Qui, però non si parla solo della felicità personale. Anzi, la libertà di ogni individuo funge da contributo alla felicità collettiva. Per questo motivo la Società e lo Stato devono intromettersi il meno possibile sulla libertà dei singoli. Unica eccezione è data dal diritto sociale di proteggersi dal male altrui. L'azione dell'uomo deve essere quindi libera ma non deve fare male agli altri. Il "Saggio sulla libertà" di Mill è un testo che guarda ancora oggi al futuro, segno che la libertà è purtroppo spesso limitata o addirittura negata in modo ingiustificato.