Libri di Juan Mill
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Il Mondo Millás Juan J. - Passigli, 2009 - Passigli Narrativa
In questo vero e proprio romanzo di formazione compaiono personaggi indimenticabili: come il Vitaminas, l'amico bambino il cui padre è un informatore della polizia franchista; o la piccola María José, l'amore infantile che poi il protagonista, scrittore ormai famoso, incontrerà di nuovo in occasione di una conferenza americana. E ci sono scene non meno memorabili: la visita al "quartiere dei morti", vero e proprio aldilà della strada; l'ambiente opprimente dell'istituto scolastico, metafora del grigiore vessatorio della società spagnola di quegli anni; il bellissimo episodio finale delle ceneri dei genitori. A Millás non interessa raccogliere i suoi ricordi come per un'autobiografia, ma mostrarli nella loro inevitabile compenetrazione con il presente, ceneri anch'essi di un passato che è impossibile disperdere. Un romanzo in cui l'infanzia e l'adolescenza del protagonista riemergono improvvise e prepotenti a fornire le tracce di un presente che resterebbe incomprensibile senza di esse. È il mondo della strada di casa, a Madrid, dove il bambino Millás andava a giocare e dove cominciavano a delinearsi le sue speranze e le sue angosce di uomo maturo; un mondo che con il passare degli anni, mentre sempre più si dilata in una geografia molto più vasta, ritorna inevitabilmente alle sue origini, perché la strada di casa si rivela alla fine essere "un'imitazione, un ritratto, una copia, forse una metafora del mondo".
Carta straccia Millás Juan J. - Passigli, 2012 - Passigli Narrativa
Partendo da un assunto tipico del genere poliziesco - un assassinio dall'apparenza di suicidio e un assassino che non sembra mai essere tale -, Juan José Millàs costruisce un romanzo che, mentre da un lato esalta le caratteristiche del genere, dall'altro se ne serve per affrontare un tema che è insieme psicologico e letterario: il conflitto tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, tra l'apparenza e la realtà. Il racconto procede con la velocità e con la sobrietà di un copione cinematografico, che però non vuole rinunciare a nessuno dei diversi registri, mescolando parodia e melodramma, humour e lirismo. I personaggi, tutti caratterizzati da tratti inconfondibili e da dialoghi brillanti che volutamente echeggiano i maestri del genere - alla Chandler o alla Hammett, per intenderci - alla fine paiono tutti coinvolti in un gioco più grande di loro, in una sorta di metafisica confusione dei ruoli che irride alle loro personalità, alle loro stesse identità, fino ad arrivare al ribaltamento conclusivo che costituisce il sorprendente finale del romanzo e, insieme, l'estremo suggello parodico del genere poliziesco.