Libri di Mingardi
Bibliografia di Mingardi: tutti i libri in vendita online editi da Mondadori
Meglio poter scegliere. I referendum del 1995 e la battaglia per la televisione commerciale Mingardi Alberto - Mondadori, 2025 - Frecce
L'11 giugno 1995 gli italiani furono chiamati a votare per dodici referendum. Tre riguardavano la televisione commerciale, uno di questi mirava a ridurre la pubblicità durante i film, limitandola all'intervallo fra il primo e il secondo tempo. Il responso delle urne fu clamoroso. Gli elettori interpretarono il referendum come una questione di libertà e bocciarono a larga maggioranza i quesiti, difendendo la televisione che avevano contro le vaghe promesse circa quella che avrebbero potuto avere, e rivendicando il proprio diritto a scegliere quali e quanti canali guardare. L'esito referendario fu cruciale per il prosieguo della carriera politica di Silvio Berlusconi e incise anche sulla retorica e sulle proposte del centrosinistra, che l'anno successivo avrebbe vinto le elezioni. E allora perché ci siamo dimenticati di quel referendum? Alberto Mingardi ricostruisce il dibattito di quei mesi sui pericoli della concentrazione del potere mediatico e sui timori relativi all'impatto culturale di questo medium e alla sua capacità di condizionamento dell'opinione pubblica. La crisi del vecchio sistema politico, infatti, fu anche quella del suo apparato mediatico: l'«unica rivoluzione liberale che c'è stata» in Italia è stata proprio la tv privata, emersa nonostante l'ostilità della politica e il peso del monopolio pubblico. Polarizzazione politica, riduzione del teatro democratico al contesto domestico, semplificazione e banalizzazione dei messaggi: le accuse rivolte per anni alla televisione sono in realtà accuse ricorrenti verso ogni nuova tecnologia della comunicazione. Mingardi disseziona il paternalismo mediatico di ieri, pensando anche al mondo dei social media di oggi. «La televisione» scrive «fece esplodere le ipocrisie di un sistema. Chissà che questo non sia accaduto, non stia accadendo, con la complicità di altri modi d'intrattenersi e d'informarsi.»
Permette un ballo, signorina? Mingardi Andrea - Mondadori, 2008 - Oscar Bestsellers
Questa è una storia vera, autobiografica, piena di swing, blues e rock'n'roll, rullate, strofe in inglese maccheronico urlate nei microfoni, balere piene di turiste tedesche, balli scatenati ben oltre la mezzanotte. Attraverso le sue avventure musicali, Andrea Mingardi racconta la storia di un'Italia che ricomincia a vivere. Bologna, all'inizio degli anni Sessanta, era come tutte le altre città italiane nel dopoguerra: ancora piena di ferite, con un lieve accenno di boom economico. La cultura americana offriva già le sue irresistibili lusinghe attraverso il cinema e, soprattutto, la musica. Ammaliati dalla voce di Frank Sinatra o dal portamento di Ava Gardner, tutti i ragazzi di Bologna giravano per i portici della città sperando di essere notati da qualche talent scout dello spettacolo. Fra loro c'era anche un Andrea Mingardi ragazzino. Calciatore in erba del Bologna, scarsissimo studente di liceo, capì cosa avrebbe fatto nella vita ascoltando la radio e la straordinaria ventata di novità che arrivava con la musica americana. Aiutato dalla fortuna e dal suo talento, Mingardi diventò il cantante dei Golden Rock Boys e si tuffò completamente nella rivoluzione del rock'n'roll, rivoluzione di gusti e di costumi. In queste pagine, dense di vibrazioni e goliardia bolognese, si incontrano i debuttanti Gianni Morandi, Mina, l'Equipe 84, i Nomadi, grandi professionisti della musica italiana che si fecero le ossa con centinaia di esecuzioni live fino all'avvento della tecnologia.
Permette un ballo, signorina? Mingardi Andrea - Mondadori, 2007 - Ingrandimenti
Questa è una storia vera, autobiografica, piena di swing, blues e rock'n'roll, rullate, strofe in inglese maccheronico urlate nei microfoni, balere piene di turiste tedesche, balli scatenati ben oltre la mezzanotte. Attraverso le sue avventure musicali, Andrea Mingardi racconta la storia di un'Italia che ricomincia a vivere. Bologna, all'inizio degli anni Sessanta, era come tutte le altre città italiane nel dopoguerra: ancora piena di ferite, con un lieve accenno di boom economico. La cultura americana offriva già le sue irresistibili lusinghe attraverso il cinema e, soprattutto, la musica. Ammaliati dalla voce di Frank Sinatra o dal portamento di Ava Gardner, tutti i ragazzi di Bologna giravano per i portici della città sperando di essere notati da qualche talent scout dello spettacolo. Fra loro c'era anche un Andrea Mingardi ragazzino. Calciatore in erba del Bologna, scarsissimo studente di liceo, capì cosa avrebbe fatto nella vita ascoltando la radio e la straordinaria ventata di novità che arrivava con la musica americana. Aiutato dalla fortuna e dal suo talento, Mingardi diventò il cantante dei Golden Rock Boys e si tuffò completamente nella rivoluzione del rock'n'roll, rivoluzione di gusti e di costumi. In queste pagine, dense di vibrazioni e goliardia bolognese, si incontrano i debuttanti Gianni Morandi, Mina, l'Equipe 84, i Nomadi, grandi professionisti della musica italiana che si fecero le ossa con centinaia di esecuzioni live fino all'avvento della tecnologia.