Libri di Piero Mioli
Bibliografia di Piero Mioli: tutti i libri in vendita online editi da Manzoni Editore
Prossime uscite di Piero Mioli
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788863954807 L'opera. Dalla A alla Z
Donizetti: la figura, la musica, la scena Mioli Piero - Manzoni Editore, 2019 - Cultura Musicale
Doveva essere un bel tipo, Gaetano Donizetti. Non visse molto, compose moltissimo: sfornò una settantina di opere, dalle prime convenzionali a quelle della maturità feconde di dramma, di musica, di sentimento. Qualche insuccesso e molti successi cadenzarono la carriera, successiva a quella di Rossini, precedente di quella di Verdi, contemporanea a quella di Bellini, Mercadante e Pacini. Generosissimo, scrisse anche pezzi sacri, romanze da salotto, quartetti da camera, ma fu con il melodramma che riuscì a emergere ed è con parecchie opere che resiste in repertorio. C'è molto materiale, e c'è un libro desideroso di orientare, servire, accompagnare. Come fu che l'Anna Bolena del 1830 rubò il maestro al solito mestiere e lo regalò alla grande arte del teatro in musica? Perché il Poliuto fu composto nel 1838 e messo in scena solo postumo? Perché una romanza come «Una furtiva lagrima» fa parte di un'opera comica? E dove e con chi aveva studiato? quanto durò il matrimonio con Virginia? quando cominciò la malattia che lo portò alla tomba? Senza gravare il discorso di citazioni, il libro cerca di rispondere alle domande. Se poi si cerca la trama di un'opera, si va a nozze: si racconta tutto il libretto ed elenca sinfonie e arie di tutti i soprani, tenori e baritoni. A proposito, i cantanti compaiono negli ultimi capitoli: la Lucia della Callas, l'Elisir di Pavarotti, la Lucrezia della Caballé, il Pasquale di Dara sono qui che aspettano di essere ricordati.
L'opera italiana del Seicento Mioli Piero - Manzoni Editore, 2021 - Cultura Musicale
È l'alba, il mattino di un genere il cui meriggio avrà i nomi di Rossini e di Verdi. Dagli ultimi anni del Cinquecento all'anno 1700, questo Seicento segue il criterio già adottato nel Novecento: dopo alcune riflessioni e osservazioni di carattere generale, a prendervi posto sono i periodi e i centri, i grandi autori e le loro opere principali, gli argomenti e i personaggi delle opere citate, e quindi tante delle scene, arie, particolarità e curiosità connesse col genere. Dunque il melodramma con le sue convenzioni e anticaglie, le sue ricchezze e vaghezze, la sua drammaturgia sempre uguale e sempre nuova, la sua musicalità senza fine, quei pesanti scrigni di gioielli che luccicano in Monteverdi come in Cavalli, in Mozart come in Puccini. Di qui una «terna», una «quaterna», addirittura una «dozzina» di elementi che presiedono al genere, e che si conoscono da sempre ma non sempre si riconoscono nella pubblicistica o nella critica musicale d'oggi impegnate soprattutto sul fronte documentario e biografico. Il melodramma italiano è destinato a chiunque, amato e applaudito dovunque al mondo, ma a sviscerarne certi segreti e valori perspicui forse serve anche cercare e registrare e «impastare» assieme una bella melodia, un buon concertato, una scena o un episodio originale, un interprete capace e memorabile, uno spettacolo accattivante e affascinante. A proposito appunto di un Seicento che di tutto cuore si vorrebbe importante come il Sette, l'Otto e il Novecento.
L'opera italiana del Novecento Mioli Piero - Manzoni Editore, 2018 - Cultura Musicale
Checché se ne creda o dica, il teatro d'opera gode ottima salute, in Italia e fuori. Il repertorio ottocentesco popola le stagioni di tutto il mondo, mentre gli Autori del Novecento devono ancora fare i conti con un pubblico poco affezionato. Come dire: con la Turandot di Puccini (peraltro postuma), basta così; è finita, gli autori sono troppi ed eterogenei. Invece no, perché da quel 1926 è passato quasi un secolo e il tanto materiale accumulato piange, o forse, meglio, reclama considerazione larga, assiemistica, veramente o anche semplicemente storiografica. Si prova a consolarlo e onorarlo questo libro, che i cent'anni li introduce, incornicia, suddivide e riassume; e mentre li sospende fra estetica e cronaca ma anche fra dischi e libri, li percorre con molti nomi e cognomi, titoli e personaggi, compositori e librettisti, direttori e orchestre, registi e scenografi, critici e cantanti. Troppi? Sarà breve per certi motivi arcinoti, il Novecento, ma per la quantità dei prodotti e delle testimonianze d'arte e di musica è lungo, lunghissimo, inevitabilmente finito e tuttavia reso quasi infinito da giovani musicisti comparsi verso la sua fine e ben proiettati a lavorare e produrre nel Duemila.