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Architettura da camera libro
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LIBRO   9788833671949

Architettura da camera Mongiardino Renzo  Simone F. (Cur.)   -  Officina Libraria, 2022  -  La Grande Officina

Pubblicato nel 1993 da Rizzoli, "Architettura da camera" si può considerare un classico dell'architettura di interni. A lungo esaurito, viene ora riproposto in una nuova edizione, curata dalla nipote di Mongiardino, Francesca Simone, che mantiene il testo originale ma modifica in parte l'apparato iconografico e la veste grafica per renderli più aderenti al testo. Laureatosi con Gio Ponti nel 1942, dagli inizi degli anni Cinquanta si afferma come architetto realizzando alcune delle case più affascinanti della seconda metà del XX secolo, destinate ad una clientela internazionale e prestigiosa di colti collezionisti e grandi imprenditori tra cui Thyssen, Onassis, Agnelli, Safra, Zanussi, Valentino, Versace, Rothschild e Hearst. Contemporaneamente porta avanti la sua attività di scenografo per il teatro e per il cinema lavorando con Franco Zeffirelli, Peter Hall, Giancarlo Menotti, Raymond Rouleau. Architettura da camera si articola in una serie di lezioni-racconto volte a spiegare metodo e canoni della sua architettura di interni. Riccamente illustrati con riferimenti storici e a dimore realizzate da Mongiardino, i capitoli affrontano ciascuno uno specifico problema (la stanza troppo alta, la stanza lunga) o una questione di gusto, per esempio quello per le rovine, per mostrare come risolverlo prima da un punto vista spaziale e di proporzioni e poi attraverso la minuziosa progettazione di ogni dettaglio, eseguiti dai fedeli artigiani che collaborarono con lui per tutta la sua carriera. Abilissimo creatore di spazi spettacolari, Mongiardino ha saputo accostare oggetti comuni e di antiquariato in un gioco magistrale di tessuti preziosi o dipinti, pannelli scolpiti e non e una gamma di trompe-l'oeil grazie ai quali otteneva capolavori con materiali poveri. Lo "stile Mongiardino" è ormai divenuto leggendario tanto da meritare continue pubblicazioni sulle più importanti riviste di architettura e interni, ma anche su quelle di larghissima circolazione, come il magazine del «New York Times», oltre a numerosi libri.

€ 38.00 € 36.10
LIBRO   9788833673660

Nel nostro tempo Montale Eugenio  Fenoglio C. (Cur.)   -  Officina Libraria, 2026  -  Lettere Arti Storia

Pubblicato per la prima (e unica) volta nel 1972 da Rizzoli nella Biblioteca dell'Istituto Accademico di Roma, Nel nostro tempo si presenta come un collage di pensieri, stralci di interviste e interventi dispersi di Montale, raccolti dal filosofo e storico della filosofia Riccardo Campa, con l'intento di offrire una prima summa del pensiero montaliano. All'inizio degli anni Settanta, anche in vista della candidatura al premio Nobel (poi vinto nel 1975), Montale sentiva infatti l'esigenza di offrire un compendio delle sue riflessioni sulla cultura, l'arte, la società del suo tempo, rivendicando per sé il profilo di un poeta-critico-pensatore la cui statura sarebbe poi emersa con chiarezza negli anni a seguire. A distanza di oltre cinquant'anni, riproporre al pubblico questo agile volume significa certificare la centralità dei lavori montaliani non solo nel panorama della poesia novecentesca, ma anche in quello della critica della società, come la chiamava Gyorgy Lukács. Il testo consente infatti molteplici piani di lettura, non ultimo quella che guarda più direttamente al nostro presente e che consente dunque di misurare punti di tangenza e linee di discontinuità tra le riflessioni montaliane e la società letteraria e artistica attuale. Montale è in effetti tra i primi poeti in Italia a riflettere sul cambio di statuto dell'opera d'arte nella modernità, sulla sua "fruizione" nell'ambito della società mass mediatica, sul rapporto tra arte, tecnologia, lavoro. Riflettendo sul suo "tempo", Montale riflette sul suo ruolo di poeta rispetto alla società dei consumi, sui mutamenti dei rapporti di equilibrio tra arte, letteratura, società, di come cioè la storia "ferisce" gli uomini e di come gli uomini trovano delle strategie per abitare queste ferite. La poesia che apre il volume, In un giardino "italiano", è sintesi perfetta (e criptica, come sempre in Montale) di questo scenario, poi escusso in modo rabdomantico e geniale nel libro. «L'idea di un'opera che possa resistere al tempo si fa quindi di giorno in giorno più anacronistica: l'opera deve bruciarsi nel momento in cui è richiesta e goduta dal cosiddetto suo utente».

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in pubblicazione
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