Libri di Montalto
Bibliografia di Montalto: tutti i libri in vendita online editi da Aviani Aviani Editori
Dai diari parrocchiali l'occupazione in Friuli. Da Caporetto alla Vittoria Montalto Santo - Aviani & Aviani Editori, 2018
Con la rotta di Caporetto, avvenuta il 24 ottobre 1917 e la conseguente ritirata dell'Esercito Italiano fino al Fiume Piave, venne ceduto alle forze degli imperi centrali il Friuli ed il Veneto Nord-Orientale. L'incubo dell'occupazione nemica finì nei primi giorni di Novembre del 1918 con il vittorioso riscatto dell'Esercito Italiano, ma la drammatica esperienza vissuta dalla popolazione rimase impressa indelebilmente nella storia sociale dei territori occupati. La narrazione di questo dramma collettivo, di cui purtroppo se ne è persa la memoria, giunge a noi attraverso i diari parrocchiali che, nonostante le avversità, venivano aggiornati giornalmente dai sacerdoti che rimasero fedeli alle loro parrocchie subendo e documentando il dramma vissuto dalla popolazione friulana. Durante alcune ricerche sono emerse le copie di alcuni diari parrocchiali che intenzionalmente vengono pubblicati in questo volume senza commenti, lasciando al lettore le riflessioni e le comparazioni sugli episodi descritti.
Oscuri eroi frenano la rotta di Caporetto. Sella di Canebola, 26-27 ottobre 1917 Montalto Santo - Aviani & Aviani Editori, 2017 -
L'opera, attraverso una minuziosa e approfondita ricerca, è una narrazione dei fatti che si pone lo scopo di far luce su un evento accaduto sul Passo di Sant'Antonio sopra Canebola nei giorni immediatamente successivi allo sfondamento del fronte italiano nell'Alto Isonzo ad opera degli austro-ungarici e dei loro alleati tedeschi, ricordando e rendendo pubblico uno degli innumerevoli atti di eroismo che hanno permesso il ripiegamento ed evitato l'accerchiamento delle Armate dell'Isonzo e della Carnia.
Il Tempio Ossario di Udine. La storia raccontata attraverso le immagini Montalto Santo - Aviani & Aviani Editori, 2026
Come sorse l'idea del tempio ai Caduti d'Italia a Udine: L'onorare i morti gloriosi ed eroici della Guerra liberatrice è per tutti dovere di riconoscenza e d'amore. Il sorgere di monumenti in ogni città e paese è segno d'elevato patriottismo e di nobile senso educativo. Questi sentimenti a Udine assumono una significazione ancora maggiore. Non fu Udine la capitale della Guerra, il centro pulsante ed operoso delle gesta eroiche e tremende che si svolsero da l'Alpe al mare? Qui più che altrove liberati e liberatori vissero in comunione di pensiero e d'opere; qui più che altrove i feriti furono accolti, i morti piamente composti; qui più che altrove le stigmate dolorose del nemico furono profonde e crudeli; qui più che altrove accorrono gli italiani in amoroso pellegrinaggio per rivedere, rivivere, ricordare. Più che conveniente, è giusto e doveroso quindi per Udine erigere un monumento che raccolga non solo il sentimento cittadino, ma quello dell'Italia tutta. Udine, 19 marzo 1927 - Il Comitato