Libri di Cur Montanari
Bibliografia di Cur Montanari: tutti i libri in vendita online editi da Skira
La cultura del cibo in Italia Montanari M. (Cur.) - Skira, 2013 - Skira Food
Molto più che nelle vicende politiche e istituzionali, l'identità italiana si è costruita in uno spazio culturale che nel corso dei secoli ha cementato il tessuto della nazione. Una rete di scambi e di condivisione, un "linguaggio comune" fatto di saperi, pratiche, abitudini, gusti, ha tenuto insieme territori geograficamente e storicamente diversi, eppure riconoscibili - e senz'altro riconosciuti, all'interno e al di fuori dell'Italia - come parti di un unico Paese. Ben lungi dall'essere una semplice "espressione geografica", come la definì il principe di Metternich, l'Italia prese forma come espressione culturale, prima di diventare in epoca a noi vicina anche un'espressione politica. Di questa espressione culturale - per lungo tempo limitata a una ristretta élite sociale, poi allargatasi a fasce più ampie della popolazione - il cibo è sempre stato un protagonista di primo piano. Il volume è articolato in quattro macrosezioni rispettivamente dedicate al territorio - la produzione del cibo e la costruzione del paesaggio agrario; al mercato - scambio e circolazione di prodotti e di saperi; alla cucina - saperi e pratiche di preparazione del cibo; alla tavola - il cibo consumato e condiviso. Arricchisce il volume un utile alfabeto della cucina italiana, uno speciale abbecedario degli ingredienti essenziali della nostra cucina.
La cultura del vino in Italia. Verso il 2015 Montanari M. (Cur.) Godart L. (Cur.) - Skira, 2013 - Skira Food
Da millenni il vino è parte integrante della nostra storia. Furono i greci a portare la vite in questa terra, che chiamarono Enotria ossia "paese del vino". I romani la diffusero in mezza Europa, facendo dell'Italia uno dei luoghi cardine di questa cultura. Cultura perché l'affermarsi delle pratiche vitivinicole non ebbe mai un significato esclusivamente tecnico, così come il consumo di vino non ebbe mai un significato esclusivamente alimentare. Il vino è la bevanda degli dei, di Dioniso e di Bacco, e da sempre riveste un ruolo centrale nella nostra cultura, elemento rappresentativo dell'eccellenza e dell'identità del nostro Paese. Dell'Italia il vino può raccontare la storia, la cultura nelle sue diverse espressioni, ne disegna e aiuta a rileggere le peculiarità del territorio e del paesaggio che da nord a sud si snoda in quella varietà di declinazioni particolari che ne fanno un esempio di biodiversità unico al mondo. La "cultura del vino" rispecchia il nostro Paese in maniera totale, anche in quella dialettica tra diversità e unità che lo ha caratterizzato in ogni momento della sua esistenza. Strettamente connesso al tema portante dell'Expo Milano 2015 "Nutrire il pianeta. Energia per la vita", il volume rappresenta in modo unitario e scientificamente rigoroso la ricchissima e variegata cultura del vino nel nostro paese.
Capolavori fuori centro. I Cavalli di Piacenza di Francesco Mochi Montanari Tomaso Gazzola E. (Cur.) - Skira, 2021 - Saggi Arte
I monumenti equestri farnesiani di Francesco Mochi sono uno straordinario esempio di "patrimonializzazione", cioè di ingresso di capolavori d'arte dell'antico regime nel patrimonio storico e artistico dell'Italia costituzionale e democratica. Una folta documentazione permette di ricostruire in dettaglio la genesi delle opere, sia da un punto di vista delle dinamiche della committenza dinastica e di quella civica, sia da quello del lavoro artistico e delle vicende legate alla fusione dei bronzi. L'orgogliosa libertà di Francesco Mochi esce ben leggibile da questa nuova ricostruzione. Un rinnovato esame delle opere - unico capolavoro in bronzo di un grande marmoraro, unico capolavoro della scultura protobarocca "fuori centro", ovvero fuori di Roma - permette nuove acquisizioni critiche, specialmente nella lettura delle complicate, ricchissime allegorie del basamento del Ranuccio Farnese, che riacquistano una comprensibilità mai raggiunta dagli studi condotti fino a oggi. Il volume si avvale inoltre dei contributi di Anna Còccioli Mastroviti, sulle operazioni di restauro dei due monumenti nel corso degli ultimi due secoli, e di Marcello Spigaroli, sull'utilizzo della piazza che li ospita, e a cui danno nome, in senso scenografico e teatrale.