Libri di Tomaso Montanari
Bibliografia di Tomaso Montanari: tutti i libri in vendita online editi da Skira
Alfabeto figurativo. Trenta opere d'arte lette ai più piccoli. Ediz. illustrata Montanari Tomaso - Skira, 2014 - Skira Kids
In questo Alfabeto figurativo, realizzato su misura per un pubblico di piccoli lettori, Tomaso Montanari racconta, con la vivace verve che lo contraddistingue, i protagonisti e i capolavori della storia dell'arte. Il volume raccoglie trenta testi del critico originariamente pubblicati su "l'Ambasciata", il mensile del Teatro del Sale di Firenze. Dal Bacco di Michelangelo, un ragazzo di marmo che cammina e ci viene incontro barcollando e offrendoci la sua coppa di vino colma, al Pescatorello, il bronzo di Vincenzo Gemito che raffigura un ragazzino nudo aggrappato con le dita dei piedi a uno scoglio, alle prese con un pesce appena catturato; dall'intenso ritratto di Rembrandt del figlio Titus, raffigurato con uno sguardo che trabocca di stupore, curiosità, ingenuità e voglia di scoprire il mondo, al San Girolamo e il leone di Gian Lorenzo Bernini, l'unico scultore capace di trasformare un blocco di marmo duro e freddo in un leone morbido morbido, sdraiato a fare le fusa. Età di lettura: da 6 anni.
La madre dei Caravaggio è sempre incinta Montanari Tomaso - Skira, 2012 - Skira Mini Saggi
5 luglio 2012, ore 17.35: l'Ansa batte, in esclusiva mondiale, una notizia clamorosa: "Caravaggio, trovati 100 disegni mai visti". Peccato che i disegni fossero ben noti, e soprattutto peccato che non siano di Caravaggio. Ma questa è solo l'ultima di una serie di 'bufale' storico-artistiche sempre più improbabili: il 'Caravaggio' del Sole 24 ore, la 'vera' Visione di Ezechiele di Raffaello, l'Autoritratto 'di Bernini', il 'Guercino' esposto a Castel Sant'Angelo e la seconda Gioconda del Prado. E, naturalmente, il Cristo 'di Michelangelo' comprato da Sandro Bondi: per non parlare delle ossa di Caravaggio o di Monna Lisa, o della caccia alla Battaglia di Anghiari. Ma perché la storia dell'arte si è trasformata in un incredibile 'bufalificio'? Quanto pesa il modello dell'arte contemporanea? Quali sono le responsabilità dei media, e quali quelle degli storici dell'arte? Qual è il nesso con l'industria delle mostre? E l'attribuzione è una pratica magica, o uno strumento scientifico? E soprattutto: come può, un lettore, difendersi da questo bombardamento? A queste e a molte altre domande risponde il pamphlet di Tomaso Montanari. "Ogni lancio di agenzia, articolo di giornale o servizio televisivo che contribuisca a propalare la bufala figurativa di turno non solo comunica il falso e promuove l'eradicamento del senso critico, ma toglie spazio a un discorso sulla storia dell'arte che possa educare al patrimonio diffuso, denunciarne lo stato rovinoso, promuoverne la conoscenza".
Capolavori fuori centro. I Cavalli di Piacenza di Francesco Mochi Montanari Tomaso Gazzola E. (Cur.) - Skira, 2021 - Saggi Arte
I monumenti equestri farnesiani di Francesco Mochi sono uno straordinario esempio di "patrimonializzazione", cioè di ingresso di capolavori d'arte dell'antico regime nel patrimonio storico e artistico dell'Italia costituzionale e democratica. Una folta documentazione permette di ricostruire in dettaglio la genesi delle opere, sia da un punto di vista delle dinamiche della committenza dinastica e di quella civica, sia da quello del lavoro artistico e delle vicende legate alla fusione dei bronzi. L'orgogliosa libertà di Francesco Mochi esce ben leggibile da questa nuova ricostruzione. Un rinnovato esame delle opere - unico capolavoro in bronzo di un grande marmoraro, unico capolavoro della scultura protobarocca "fuori centro", ovvero fuori di Roma - permette nuove acquisizioni critiche, specialmente nella lettura delle complicate, ricchissime allegorie del basamento del Ranuccio Farnese, che riacquistano una comprensibilità mai raggiunta dagli studi condotti fino a oggi. Il volume si avvale inoltre dei contributi di Anna Còccioli Mastroviti, sulle operazioni di restauro dei due monumenti nel corso degli ultimi due secoli, e di Marcello Spigaroli, sull'utilizzo della piazza che li ospita, e a cui danno nome, in senso scenografico e teatrale.