Libri di De Montherlant Henry
Bibliografia di De Montherlant Henry: tutti i libri in vendita online editi da Aragno
Il bestiario celeste Montherlant Henry De Balducci G. (Cur.) - Aragno, 2024 - Biblioteca Aragno
Nel 1941, su «Le Gerbe» e sulla «Nouvelle Revue Française», diretta da Pierre Drieu La Rochelle, apparve Le Solstice de juin, in cui Montherlant auspicava che i tedeschi - eredi ideali di Licinio sconfitto da Costantino - giungessero a far sventolare la «ruota solare» della bandiera nazionalsocialista su Notre-Dame de Paris, per instaurare un nuovo ordine. Se nella svastica, simbolo con i suoi quattro bracci dell'avvicendarsi stagionale, il grande scrittore vedeva la sua idea di «alternance», la sua multiforme personalità starebbe certo stretta nella rigida divisa del nazista; mentre il suo relativismo non declinò mai in forme di scetticismo soggettivo, come in Montaigne, Renan e Gide, ricordando più da vicino la filosofia alla base dell'I Ching. Tutti questi elementi convergono nel Bestiaire Céleste, in cui pure affermerà: «credo [all'astrologia] non credendoci, come faccio con tante altre cose».
Giulio Cesare. Dialogo con un'ombra Montherlant Henry De Balducci G. (Cur.) - Aragno, 2023 - Biblioteca Aragno
Nella primavera del 1921, mentre scrive Le Songe e medita per la «Revue hebdomadaire» un articolo a favore dell'OEuvre dell'Ossuaire di Douaumont, Henry de Montherlant compone un dialogo à la Montesquieu in cui all'ombra di Giulio Cesare oppone un giovane i cui lineamenti e le cui aspirazioni ricordano quelli dell'eroe del Songe, se non dell'autore stesso. Questo dialogo, rinvenuto presso la Bibliothèque nationale de France da Pierre Duroisin, è rimasto in forma manoscritta, avendo probabilmente ritenuto lo scrittore che duplicasse l'una o l'altra pagina del suo romanzo o del suo articolo per la rivista. Ma alla fine l'opera non manca di interesse, sia che la si prenda per una pietra miliare sulla strada che conduce al "Chant funèbre pour les Morts de Verdun" (1924) sia che vi si riconosca l'autoritratto di un uomo meno a suo agio in pace che in guerra.
Port-Royal Montherlant Henry De - Aragno, 2015
"Scrissi un primo 'Port-Royal' tra il 1940 e il 1942. Ma allora sembrò che la messinscena non dovesse essere autorizzata dalle forze di occupazione. [...] Nel 1948 rilessi 'Port-Royal', ma non ne ricavai una buona impressione, e lo rimisi nel cassetto. Una nuova rilettura, nel 1953, mi confermò la sensazione di un errore; scrissi allora questo secondo 'Port-Royal', ispirato a un altro episodio della storia del monastero, e completamente diverso dal primo. [...] Questo secondo 'Port-Royal' non tende tanto a essere un'opera teatrale, quanto a mostrare il Cristianesimo in una delle sue forme storiche più tipiche; forma discutibile forse nei suoi aspetti dottrinali, ma ugualmente degna di rispetto e per la qualità dei suoi accenti tale da giovare all'elevazione spirituale. Leggendo le Costituzioni di Port-Royal o le vite di queste religiose, è impossibile non lasciarsi prendere da un senso di rispetto. Non perché loro siano nel vero. Qui si tratta invece di vedere che, tracciando una linea logica da un certo punto di partenza - il Cristianesimo delle origini - si approda proprio a questo risultato. O si crede al Cristianesimo e lo si vive, e questo è Port-Royal; oppure ci si crede e non lo si vive." (Dalla Prefazione di Henry de Montherlant)