Libri di Aldo Morace
Bibliografia di Aldo Morace: tutti i libri in vendita online editi da Rubbettino
La Morgana della scrittura. Studi sulla letteratura calabrese Morace Aldo Maria - Rubbettino, 2019 - Varia
Scritti in tempi diversi, e frutti di una lunga incubazione, i saggi confluiti in questo libro scaturiscono dalla diaspora dell'autore e dal nostos ricorrente che si compiva attraverso la ricerca e la scrittura. Il volume - tutto imperniato sulla letteratura calabrese - è la raccolta, ordinata cronologicamente per secoli, dei saggi più importanti che Morace ha scritto su autori, testi e momenti della sua storia. Dallo studio dell'Aspramonte quattrocentesco (che ha avuto propagginazioni non episodiche in Pulci e Boiardo, in Ariosto e Tasso) a quelli, densi di nuovi risultati ermeneutici, sui canti carcerari di Campanella (un io incarbonito nel proprio destino di prigionia, reale e simbolico, che è «vaglio» del martirio e del valore) e sulle sperimentazioni di Gravina nelle Tragedie cinque (come imitatività del reale in funzione morale), dal romanticismo calabrese (la maggiore acquisizione critica in materia, dopo De Sanctis) alla nascita del romanzo in Calabria, da Alvaro a Seminara e a Zanotti Bianco, si compone un amplissimo quadro prospettico di nuove e importanti valenze storiografiche.
Alvaro nel labirinto. Tre saggi (e un'appendice) Morace Aldo Maria - Rubbettino, 2016 - Studi E Testi Alvariani
Scritti in tempi diversi, e frutto di una lunga incubazione, i tre saggi confluiti in questo volume trovano la loro unità sostanziale nell'applicazione della filologia d'autore ai romanzi alvariani entre-deux-guerres. Il triplice percorso variantistico diviene la chiave ermeneutica mediante cui l'indagine critica si incunea nel background della scrittura e nel profondo dell'officina narrativa di Alvaro, esplorandovi inedite latitudini interpretative. Ne scaturisce una focalizzazione radicalmente nuova della caratura europea di "L'uomo nel labirinto" (1926: immersione dostoevskiana nella, fenomenologia e nella patologia della modernità), di "Vent'anni" (1930: l'esito italiano di più alto respiro espressivo sulla Grande Guerra, per il suo ricreare con amara malinconia il sogno conclusa dell'adolescenza) e di "L'uomo forte" (1938: anamnesi impietosa della follia di potenza dei sistemi totalitari, ma anche attestazione di una resistenzialità ipogea, nell'attesa di un tempo in cui l'uomo non sia vittima sacrificale della storia).