Libri di Morandotti
Bibliografia di Morandotti: tutti i libri in vendita online editi da Officina Libraria
Pierre Subleyras e l'abate miniatore Felice Ramelli. Un ritratto per i Musei reali di Torino Morandotti A. (Cur.) Spione G. (Cur.) - Officina Libraria, 2018 - Cataloghi Di Mostre
Pierre Subleyras (1699-1749), dopo la grande mostra di Parigi e Roma del 1987 che lo ha rilanciato all'attenzione degli studi e del grande pubblico, è stato definitivamente consacrato come uno dei protagonisti della storia dell'arte del Settecento a Roma poco prima dell'avvento del neoclassicismo. La sua doppia nazionalità, i natali e la prima formazione in Francia, e poi la maturazione e la lunga attività a Roma, permettono di definirlo come un pittore francese della scuola romana, nella consapevolezza che fu uno dei motori della razionalizzazione del linguaggio pittorico nella Roma del secondo quarto del Settecento. Il libro ruota intorno al ritrovamento del ritratto di uno dei primi estimatori e promotori dell'attività di Subleyras a Roma: l'abate miniatore Felice Ramelli, canonico lateranense, nato ad Asti ma legato agli ambienti artistici più aggiornati di Venezia, Bologna e Roma. È Ramelli a favorire la commissione della prima grande opera pubblica del pittore, la Cena in casa di Simone eseguita nel 1737 per il convento di Santa Maria Nuova ad Asti e oggi al Musée du Louvre. Il "Ritratto dell'abate Felice Ramelli" - che Pierre Rosenberg in queste pagine definisce "uno dei più bei ritratti del XVIII secolo, sia in Italia che in Francia" - è stato da poco acquisito dallo Stato italiano per i Musei Reali di Torino. È una vera e propria consacrazione dell'attività di Ramelli nel campo della miniatura, e allo stesso tempo una conferma della straordinaria qualità di ritrattista di Subleyras.
Il collezionismo in Lombardia. Studi e ricerche tra '600 e '800. Ediz. illustrata Morandotti Alessandro - Officina Libraria, 2008 - Saggi In Officina
Un quadro sulla storia del collezionismo artistico in Lombardia, che svela i gusti privati della società lombarda tra età spagnola e unità d'Italia, con un occhio costante alla storia dell'arte e a quella della critica. Attraverso fonti insolite come epistolari, guide, resoconti di mostre, stampe di traduzione, vedute di interni e antiche fotografie, accanto a documenti d'archivio, si recuperano alla storia del patrimonio artistico lombardo capolavori dal '400 al '700 e si rivendica il ruolo centrale di molte città lombarde nella storia del collezionismo d'arte europeo.