Libri di Filippo Moretti
Bibliografia di Filippo Moretti: tutti i libri in vendita online editi da Mimesis
Alterità e prossimità di Dio Moretti Filippo - Mimesis, 2023 - Filosofie
Tommaso d'Aquino, Bonaventura da Bagnoregio, Sigieri di Brabante, Pietro di Giovanni Olivi e Guglielmo di Ockham sono i cinque protagonisti di questo saggio sulla filosofia medievale. La prima cosa che viene da chiedersi è: perché proprio loro? E poi: che cos'hanno in comune - posto che qualcosa che li accomuni esista - questi cinque pensatori apparentemente così diversi e così distanti l'uno dall'altro, tanto nel tempo quanto nel pensiero? Ciò che li avvicina è, senza alcun dubbio, l'immane sforzo con cui ciascuno di loro tentò di dare una risposta soddisfacente alla domanda che sta al cuore dell'intera Scolastica: l'uomo con le sole "armi" della ragione, e cioè per il tramite del solo intellectus, è in grado di conoscere, e pertanto di dire, qualcosa di Dio? Oppure tutto quello che noi uomini possiamo conoscere e dire di Dio è quanto, nella fede, possiamo apprendere dalla Rivelazione, ossia quanto Dio stesso ha deciso di far conoscere di sé all'umanità ri-velandosi attraverso l'incarnazione del Cristo e la Scrittura? Ciò che in queste pagine si tenta dunque di mostrare è come sia proprio a partire dall'esigenza di provare a dare una risposta a questi decisivi interrogativi che, in definitiva, ha preso forma la migliore produzione della Scolastica e come sia però sempre proprio a partire da essi che ha preso al contempo avvio quella crisi che determinò la fine di un'intera stagione del pensiero, quella medievale, e il passaggio a una nuova epoca, ovvero alla Riforma.
Tradire Dante. Riflessioni sull'enigma del male a partire dalla «Commedia» dantesca Moretti Filippo Cerasi Enrico - Mimesis, 2022 - Filosofie
È il peccato la questione che oggi più fa scandalo della "Commedia" dantesca. Per l'uomo contemporaneo vi possono essere azioni sbagliate, malate, illegali, forse addirittura immorali, ma non peccaminose, perché la nozione di peccato fa parte di uno scenario "dogmatico" e pre-moderno, che più non ci appartiene. Eppure là dove si parla di peccato si chiama in causa la risposta del Singolo di fronte a una chiamata escatologica. In altre parole, siamo responsabili dei nostri peccati, non delle nostre malattie.Il saggio di Filippo Moretti analizza dettagliatamente i sette vizi capitali di Dante, mostrandone l'attualità anche per la cultura moderna, mentre il contributo di Enrico Cerasi discute l'irrevocabilità del peccato e del suo ricordo.
Il pensiero di Dio. L'analogia nella teologia occidentale Moretti Filippo - Mimesis, 2020 - Filosofie
L'autentico uomo di fede, nell'elaborazione e nell'approfondimento della sua relazione con Dio, è da sempre drammaticamente dilaniato da un dubbio profondo: a Dio è in qualche modo possibile pervenire anche con la sola forza della ragione umana (analogia entis) o tutto ciò che di Lui possiamo sapere è solamente quanto accogliamo nel Revelatum (analogia fidei)? Potremmo dire che intorno a questa domanda si è decisa l'intera storia della teologica cristiana occidentale. Ed è proprio a questa esigenza, ovvero a quella di raggiungere Dio con la nostra ragione, che viene in soccorso l'analogia entis, che però non ha in alcun modo la pretesa di esaurire al proprio interno la conoscenza di Dio, e cioè di comprenderlo per come egli è. Essa custodisce piuttosto in sé il desiderio di rinvenire quel qualcosa di comune al Creatore e alla creatura per il cui tramite l'uomo possa finalmente essere in grado di pensare la relazione d'amore originaria che lo 'lega' a Dio. E solamente nel pensarsi immersa in questa relazione con il Creatore la creatura riesce a pensare qualcosa di quest'ultimo. Nel pensiero di questa relazione sta infatti quel poco che con la nostra ragione siamo in grado di pensare di Dio. Ma questo poco, a ben vedere, è proprio ciò che, stando a Tommaso d'Aquino, ci rende felici. L'allegria della mente che consegue al pensiero di Dio (genitivo oggettivo) si fa però autentica beatitudo solo nel pensiero di Dio (genitivo soggettivo) reso manifesto nel Revelatum. Questi due movimenti non si escludono affatto: l'analogia entis in un certo senso precede e prepara il terreno all'analogia fidei, che, nel suo affacciarsi all'interno del discorso teologico, non vanta alcuna pretesa egemonica. Potremmo pertanto affermare che un pensiero di Dio (genitivo oggettivo) è non solo analogicamente possibile, ma anche necessario, consci però del fatto che il Deus-Esse incontrato può assumere il volto del Qui est solamente se ci si apre alla prospettiva dell'analogia fidei.