Libri di Luca Moretti

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Non mi uccise la morte. La storia di Stefano Cucchi, assassinato due volte dallo Stato italiano libro
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LIBRO   9788869440625

Non mi uccise la morte. La storia di Stefano Cucchi, assassinato due volte dallo Stato italiano Moretti Luca  Bruno Toni   -  Castelvecchi, 2014  -  Narrativa

La notte del 15 ottobre del 2009, il giovane geometra Stefano Cucchi viene fermato da una pattuglia dei Carabinieri nei pressi del Parco degli Acquedotti di Roma e trovato in possesso di una piccola quantità di hashish. I militari, dopo aver perquisito l'abitazione di Cucchi, arrestano il ragazzo e lo portano in caserma. Al momento dell'arresto - contrariamente a quanto si è sostenuto - Stefano gode di ottima salute e frequenta quotidianamente un corso di prepugilistica. Il giorno dopo il suo arresto, processato per direttissima nel tribunale di piazzale Clodio, ha il volto segnato ma sta ancora bene. Quello è l'ultimo momento in cui i genitori di Stefano Cucchi hanno la possibilità di vedere loro figlio. Perché, una volta condotto nelle celle di sicurezza del tribunale e, da lì, nella sezione penale dell'ospedale Sandro Pertini, Stefano Cucchi emergerà dall'incubo in cui è precipitato soltanto grazie a una serie di immagini raccapriccianti: gli occhi incavati e la mascella rotta come uniche testimonianze di un trattamento crudele e disumano. "Decretato" morto la mattina del 22 ottobre, Stefano Cucchi da quel momento in poi diventa il simbolo dei diritti negati e dei tanti - troppi - omicidi commessi nelle carceri, sotto la tutela dello Stato. "Non mi uccise la morte" racconta con partecipata sofferenza gli ultimi giorni di vita del ragazzo e, con coraggio, squarcia il velo di omertà che è sembrato calare su un caso che ha commosso l'Italia.

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LIBRO   9788876154447

Il Senso del piombo Moretti Luca   -  Castelvecchi, 2011  -  Le Torpedini

"Cosa vuoi fare nella vita?". La scritta campeggia su un enorme manifesto della Scuola Radio Elettra, di fronte all'entrata di un'armeria romana. Gli anni Settanta sono agli sgoccioli, ma per un pugno di giovani pronti a tutto quel messaggio pubblicitario appare semplicemente assurdo. Loro sono i guerrieri del nulla, i cavalieri senza sonno, non hanno in mente un chiaro progetto politico e persino i loro riferimenti ideologici sono ambigui: schegge impazzite di un anarchismo maturato in seno all'isolamento della Destra convenzionale e destinato a esplodere nelle strade delle città italiane. Questi sono i protagonisti di un fenomeno tutto nuovo ribattezzato "spontaneismo armato": giovani protetti da nomi di battaglia che uccidono e vengono uccisi mentre un'intera nazione precipita in un intreccio di trame oscure, segretamente intessute da spregevoli soggetti al soldo dello Stato. Ambientato in un periodo compreso tra il rogo di Primavalle e l'arresto del "Tenente", Il senso del piombo costruisce una metafora palese di un'Italia oscura e violenta, dove chiunque può stringere un'arma e fare fuoco per manifestare la sua rabbia, facendosi ribelle, carnefice e, irrimediabilmente, pedina del Sistema.

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LIBRO   9788876154089

Non mi uccise la morte Moretti Luca  Bruno Toni   -  Castelvecchi, 2010  -  Tazebao

La notte del 15 ottobre del 2009, il giovane geometra Stefano Cucchi viene fermato da una pattuglia dei Carabinieri nei pressi del Parco degli Acquedotti di Roma e trovato in possesso di una piccola quantità di hashish. I militari, dopo aver perquisito l'abitazione di Cucchi, arrestano il ragazzo e lo portano in caserma. Al momento dell'arresto - contrariamente a quanto si è sostenuto Stefano gode di ottima salute e frequenta quotidianamente un corso di prepugilistica. Il giorno dopo il suo arresto, processato per direttissima nel tribunale di piazzale Clodio, ha il volto segnato ma sta ancora bene. Quello è l'ultimo momento in cui i genitori di Stefano Cucchi hanno la possibilità di vedere loro figlio. Perché, una volta condotto nelle celle di sicurezza del tribunale e, da lì, nella sezione penale dell'ospedale Sandro Pertini, Stefano Cucchi emergerà dall'incubo in cui è precipitato soltanto grazie a una serie di immagini raccapriccianti: gli occhi incavati e la mascella rotta come uniche testimonianze di un trattamento crudele e disumano. "Decretato" morto la mattina del 22 ottobre, Stefano Cucchi da quel momento in poi diventa il simbolo dei diritti negati e dei tanti - troppi - omicidi commessi nelle carceri, sotto la tutela dello Stato. "Non mi uccise la morte" racconta con partecipata sofferenza gli ultimi giorni di vita del ragazzo e, con coraggio, squarcia il velo di omertà che è sembrato calare su un caso che ha commosso l'Italia.

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