Libri di Roberto Mosi
Bibliografia di Roberto Mosi: tutti i libri in vendita online editi da Pontecorboli Editore
Tre principesse francesi a Firenze. Sylvia Boucot e le sorelle di Napoleone, Elisa Baciocchi, Paolina Borghese e Carolina Murat Mosi Roberto - Pontecorboli Editore, 2024
È affascinante seguire le storie delle tre principesse sorelle dell'imperatore Napoleone, Carolina, Paolina ed Elisa, a Firenze e in Toscana, con lo sguardo di Sylvia Boucot che per trent'anni, in tempi diversi, fu al loro servizio come dama di compagnia, nella buona e nella cattiva sorte, secondo le straordinarie vicende del generale corso. Sylvia nella sua esperienza, unica, ha modo di raccogliere le confidenze delle tre donne, i racconti dei loro amori, la loro determinazione e il loro coraggio, i momenti dell'orgoglio per la famiglia di cui fanno parte, il rapporto con il potere, le angosce degli anni dopo la sconfitta di Napoleone, quando la famiglia dell'imperatore è proscritta, perseguitata dalle nazioni vincitrici. Firenze, con la sua storia, lo spettacolo del suo patrimonio d'arte, le sue bellezze, l'effervescenza della società di quel periodo, è fra i protagonisti del romanzo storico.
Il diario fiorentino di Rainer M. Rilke per Lou Salomé. Il viaggio di un giovane poeta, Firenze e Viareggio Mosi Roberto - Pontecorboli Editore, 2025
È sorprendente come Firenze e il periodo più celebre della sua storia, il Rinascimento, siano al centro degli interessi di alcuni importanti personaggi della cultura europea, nel passaggio fra l'Ottocento e il Novecento: Rainer Maria Rilke, considerato uno dei più grandi poeti di lingua tedesca, e Lou Salomé, interprete originale dei fermenti culturali dell'epoca, strettamente legata alle vicende di Friedrich Wilhelm Nietzsche e di Sigmund Freud. Il diario fiorentino raccoglie gli appunti di viaggio del giovane poeta, scritti per l'amata durante il soggiorno a Firenze e a Viareggio del 1898. In queste pagine emerge tutta la sua ammirazione per gli artisti del primo Rinascimento, interpretato come stagione della primavera che nel suo insieme non produsse però i frutti maturi dell'estate; Rilke coltiva la viva speranza che questi frutti matureranno proprio nei tempi che stanno per giungere, preannunciati dai segni dell'arte Jugendstil, a Monaco e in tutta la Germania.
I Demidoff e Matilde Bonaparte a Firenze. I geniali fabbri russi, principi di San Donato Mosi Roberto - Pontecorboli Editore, 2026 - Stranieri E Firenze
Tra i molti visitatori che nell'Ottocento giunsero a Firenze e decisero di fermarsi, vi è Nicola Demidoff capostipite di una famiglia di ricchi proprietari di miniere e di fabbriche in Russia, che Lenin chiamò geniali fabbri russi. Arrivò nel 1822 in Toscana, regione celebre per la ricchezza dei beni culturali, per il buon clima, per il saggio e illuminato governo del granduca Leopoldo II. Seguendo la tradizione delle origini familiari, Nicola promosse varie iniziative sociali come la creazione dell'Istituto Demidoff, dedicato all'educazione dei fanciulli poveri, interventi nel campo del collezionismo d'arte e dell'architettura. Iniziò in un'area povera di Firenze, San Donato in Polverosa, la costruzione di una villa dalle eleganti forme neoclassiche, di una tale bellezza da essere segnalata come la seconda reggia della città, dopo Palazzo Pitti. Il figlio Anatolio continuò l'opera del padre, fu un esploratore e studioso delle più lontane terre russe, un fervido cultore del mito di Napoleone, fu nominato da Leopoldo II principe di San Donato. Celebre il tempestoso e breve matrimonio con Matilde Bonaparte, nipote dell'imperatore, giunta nel 1831 a Firenze.