Libri di Luc Nancy Jean
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- 9788867030040 Corpo nudo
Narrazioni del fervore. Il desiderio, il sapere, il fuoco Nancy Jean-Luc - Moretti & Vitali, 2007 - Andar Per Storie
Le narrazioni del fervore - avverte Jean-Luc Nancy sin dalla premessa vogliono aprire un senso ancora sigillato e comunicarci una passione, un'emozione, il moto da cui viene afferrato un pensiero; vogliono farci conoscere lo slancio delle cose, ossia delle "preferenze", verso di noi e di noi verso di loro. Sottolinea l'autore: sono le parole a portare quello slancio, mostrandoci che, a dispetto di tutti gli ostacoli e di ciò che conitua a sottrarci il mondo, qualcosa viene ancora. Le figure coinvolte in questa narrazione sono il desiderio, il sapere, il fuoco. E hanno i nomi di Afrodite, Maria Maddalena, Romeo e Giulietta, Faust. Nancy è un indagatore minuzioso dell'essere, che per lui ha la medesima compattezza sia nelle zone profonde, sia in quelle superficiali. Le sue domande obbediscon al bisogno di non separare gli eventi dalla presa sensoriale. La sua scrittura è collegata alla chiarezza del cielo e al buio della terra. La sua esplorazione mira a fare spazio a un nuovo pensiero e chiama in causa la pluralità dei sensi di cui il fervore è composto. Si può pensare alle mani di un bambino pronto ad afferrare, agli occhi di Argo volti sull'Aperto, a una spinta pulsionale, le mani del bambino chiedono di afferrare, i mille occhi di Argo chiedono di conoscere, la pulsione chiede di possedere le forme del suo desiderio. Nella pagina di Nancy vi è qualcosa di spezzato dove l'"esperienza filosofica" è in stretta connessione con l'ombra.
Prendere la parola Nancy Jean-Luc - Moretti & Vitali, 2013 - Narrazioni Della Conoscenza
"Il giardino edenico è perduto e non c'è ritorno. Smarrita è la pace, decaduta è la sicurezza della prima nominazione. Le parole che pronunciamo sono ridotte a semplici segni semantici, strumenti d'intesa. Non sono più essenziali né in terra, né in cielo. Tra la nostra lingua e la voce della natura non c'è più rispondenza diretta. Ogni conoscenza, ogni comprensione umana cade al di qua dell'esistenza autentica. Con 'Prendere la parola', Jean-Luc Nancy segnala che è necessario congedarci dai rassicuranti ancoraggi estetici e dalle tentazioni della hybris tecnologica, per affidarci - quando d'ora in poi prenderemo la parola - a un annuncio alveolato, frammentario, segnato dalle divisioni dello spirito. Ospite non riconciliato dello spirito dei tempi, Nancy prende la parola contro la condizione annientante del pallido linguaggio concettuale, il sempre-uguale in abiti ogni volta diversi. Prende la parola per prendere le distanze dalle certezze che, parola per parola, confermano le illusioni e conducono a una verità solo apparente. Prende la parola per cercare nel nostro esserci l'insieme vivente: la connessione più alta tra l'essere umano e ciò che resta della totalità della vita." (Dalla postfazione di Flavio Ermini)