Libri di Visioli Odoardo
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Le categorie della politica fra transizione e radicamento Visioli Odoardo - Studium, 2015 - Universale. Nuova Serie
Il libro propone una serie di saggi, che, pur distinti fra loro, sono uniti da un motivo conduttore comune. Nel primo saggio il paradigma di base dei sistemi politici viene interpretato come rapporto polare fra "linearità" e "circolarità". L'attuale prevalenza di quest'ultima si manifesta nella categoria politica madre "egualitario/ elitario" attraverso l'eccedenza del primo termine, per il prevalere del "principio sociale" su quello "politico". Ciò si traduce in una continua erosione della "rappresentatività" degli eletti, sollecitando una maggiore responsabilità decisionale della politica, e una riformulazione del corpo elettorale in termini di "rappresentazione". Questa, nel secondo saggio, è descritta come "forma" costituente "originaria". In quest'ambito transizionale la polarità "sinistra/destra" (terzo saggio) può ambire al ruolo di "confluenza riepilogante" delle dinamiche politiche democratiche. Nell'ultimo saggio l'intima radice antropologica, che sottende le "categorie della politica", è analizzata attraverso l'intreccio connaturante, che le lega alla società e, in particolare, alla "religiosità". Nel ruolo di ipostatizzazione dell'assoluto, la politica contribuisce a immettere la metafisica nella trama del vissuto. Presentazione di Nicola Antonetti.
Lavoro e identità Visioli Odoardo - Studium, 2013 - Universale
Nell'ambito dell'odierna complessità sociale, l'esponenziale crescita tecno-comunicazionale si riflette non solo nella composizione del lavoro (in particolare nel cambiamento, dalla produzione di manufatti ai servizi); ma, più in profondo, anche in una metamorfosi della sua natura sottesa. Il lavoro sta infatti invertendo quel tragitto storico che lo aveva portato ad espandersi, su scala globale, come importante fattore di emancipazione umana. In particolare, il carattere di mobilità fisica e figurata del lavoro interviene come stress dissociante sull'identità umana. Solo attraverso un sofferto percorso di interiorizzazione ed integrazione da parte dell'"apparato identitario", la flessibilità del lavoro potrà ambire ad essere non più una metodologia passivamente adattativa, ma una risorsa culturalmente vincente. Essa sarà così in grado di traghettare il lavoro verso una rinnovata e misurata "soggettività", che lo porti (anche attraverso una ridefinizione della categoria otium/negotium), da prevaricante strumento redditizio, a riconquistare la sua importante funzione antropologica, formativa ed emancipante.