Libri di Ossola
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La classe di agosto Ossola Adriano - Leg Edizioni, 2018 - I Leggeri
In una classe delle scuole superiori al confine orientale d'Italia si consuma un normale anno scolastico. L'autore filtra le vicende che vi accadono attraverso gli occhi attenti del professor Marco Vasta che ama la scuola, gli studenti, il colloquio con essi e con i loro genitori. Un po' meno la burocrazia imperante e, talvolta, le gerarchie. Vasta ha alle spalle una vicenda familiare ormai lontana e scolorita, i rapporti con i colleghi sono sporadici e sfilacciati ad eccezione, apparentemente, di quello con l'amica Caterina. Egli avverte in maniera forte il bisogno di ricominciare una vita nuova e l'avvio del nuovo anno scolastico gli appare come una palingenesi ideale. In breve proietta su di essa il senso di un riscatto esistenziale che tuttavia non accadrà. Al contrario, l'anno si trasforma in un vortice di avvenimenti inaspettati che culminano nel racconto di una doppia, amara tragedia. Lo svolgersi dell'anno scolastico diviene così la metafora di un tempo che invece di rigenerare, sconvolge tutto: la classe, l'esangue città in cui è ambientata la vicenda, il paese. Storia corale basata sull'intreccio e il raffronto tra il passato e il presente nel mondo della scuola e del costume, questo libro si inserisce nel solco di una tradizione narrativa consolidata e la tinge ora di ironia, ora di una lieve malinconia.
Sottratti all'oblio. Del commercio del libro usato Ossola Beindl Giorgio Silvestri Marina - Leg Edizioni, 2018 - Fuori Collana
Sottratti all'oblio. Del commercio del libro usato - LEG Edizioni
Ritorno in via Mazzini Ossola Beindl Giorgio - Leg Edizioni, 2012
Questo breve viaggio nella memoria dell'autore si dipana tra il n. 1 e il n. 19 di via Mazzini, strada-simbolo di una Gorizia prebellica in incessante fermento. Al centro della via, la rivendita di sale e tabacchi, valori bollati e giornali di nonna Teresa Roth, la madre di Giorgina Roth, cui il libro è dedicato. Lo sguardo del narratore è catturato dall'intenso andirivieni delle persone fra le case modeste e dalle attività affacciate sulla via: panetterie, trattorie, modisterie, pasticcerie, drogherie, gelaterie, fonderie e persino una fabbrica di aceto - un umile e laborioso microcosmo ignaro dell'incombere della Seconda guerra mondiale. Con l'aiuto dell'obiettivo fotografico, il racconto sottrae all'oblio i suoi personaggi senza indulgenze retoriche. Singolare intreccio di ricerca storiografica e saggio di etnografia naïve, "Ritorno in via Mazzini", oltre a essere un ritratto corale di una tipica località del centro Europa negli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, mutilata per sempre dalla catastrofe della guerra, si trasforma in una testimonianza del lento declino della città nel trascorrere della Grande Storia.