Libri di Ovidio
Bibliografia di Ovidio: tutti i libri in vendita online editi da Marsilio
Rimedi contro l'amore. Testo latino a fronte Ovidio P. Nasone Lazzarini C. (Cur.) - Marsilio, 2008 - Letteratura Universale. Il Convivio
Chi è stato maestro d'amore può, meglio di chiunque altro, insegnare a liberarsi dall'amore stesso. Dopo l'arguta "Arte d'amare", ecco i "Rimedi contro l'amore", che insegnano ai giovani un'arte non meno sottile, quella di curare le sofferenze che l'amore può dare. Poiché la tradizione filosofica antica considerava l'amore una malattia dell'anima, il poeta può improvvisarsi medico e prescrivere tutta una serie di antidoti tratti dalla sapienza popolare, dalle polemiche dei moralisti, dalla stessa esperienza poetica del genere elegiaco. Ancora una volta Ovidio affronta il mondo delle passioni, rivelandosi conoscitore esperto dei suoi risvolti più intimi e delle sue leggi inderogabili.
I cosmetici delle donne Ovidio P. Nasone Rosati G. (Cur.) - Marsilio, 1995 - Letteratura Universale. Il Convivio
Avversata dalla cultura greca e romana come arte della contraffazione e dell'inganno, come tecnica cortigiana della seduzione, la cosmesi trova in Ovidio il suo brillante apologeta. Questo breve trattato poetico, che è il più antico "elogio dei cosmetici", elabora una teoria della bellezza che affranca le pratiche cosmetiche da radicati pregiudizi moralistici, legittimandole come naturale manifestazione dell'istintivo desiderio di farsi belli e di piacere, e costituisce in questo senso un prezioso corollario a quell'arte di amare e di farsi amare di cui Ovidio si faceva in quegli anni maestro. Al tempo stesso il gusto che ispira questo testo si iscrive nel generale estetismo che caratterizza lo stile di vita della scintillante Roma di Augusto.
Storie d'amore (dalle Metamorfosi). Testo latino a fronte Ovidio P. Nasone Pianezzola E. (Cur.) - Marsilio, 2007 - Letteratura Universale. Il Convivio
Un giovane si specchia nell'acqua e si innamora della sua immagine: è Narciso, che respinge la ninfa Eco per amore di se stesso. Due giovinetti, ostacolati nella loro reciproca attrazione, si incontrano di nascosto e cadono vittime di un errore fatale ad entrambi: sono Piramo e Tisbe, il Romeo e la Giulietta di tempi remoti. Una ninfa, accesa da folle passione per il figlio di Venere e Mercurio, respinta da lui gli si avvinghia disperata fino a formare un unico, ibrido corpo: così nasce Ermafrodito. Storie d'amore, tenere, tragiche, trasgressive, selvagge, che Ovidio recupera dalle antiche fonti; idilli giovanili, felici unioni coniugali accanto a passioni non corrisposte e a impulsi deviati, sorelle che amano fratelli, figlie che concupiscono i padri. Su tutte egli imprime il sigillo inconfondibile che dà il titolo al maggiore dei suoi poemi: metamorfosi. E la trasformazione si abbatte sugli esseri mutati in fiori, alberi, uccelli, ma anche belve, mostri, statue, ora con il peso di una grave e dolorosa condanna, ora con la leggerezza di un'estrema, sia pure illusoria, consolazione.