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Musiche tradizionali dell'Umbria. Le registrazioni di Diego Carpitella e Tullio. Con CD Audio Arcangeli P. G. (Cur.) Paparelli V. (Cur.) - Squilibri, 2013 - Archivi Di Etnomus. Acc. Naz. S. Cecilia
Nel dicembre del 1956 Diego Carpitella e Tullio Seppilli iniziavano a Norcia, una ricerca che, promossa dal Centro Nazionale Studi di Musica Popolare in collaborazione con la RAI e l'Istituto di Etnologia dell'Università di Perugia, si sarebbe conclusa con la più ampia documentazione sulle musiche di tradizione dell'Umbria. Le registrazioni, confluite nella Raccolta 33 degli Archivi di Etnomusicologia dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, toccarono i comuni di Cascia, Città di Castello, Gubbio, Magione, Norcia, Pietralunga, Scheggia e Pascelupo e Spoleto. La ricchezza della cultura musicale è documentata in numerosi brani che, tra canti di lavoro e ottave rime, saltarelli e canti devozionali, canzoni narrative e canti d'osteria, maggi e pasquelle, esaltano la cifra stilistica delle esecuzioni. Con una densa riflessione di Seppilli attorno a quel pioneristico viaggio nel cuore della tradizione orale umbra, un'ampia introduzione con puntuali analisi musicologiche dei brani e un apparato fotografico, un'edizione pressoché integrale di una raccolta "storica" di fondamentale importanza per la conoscenza delle musiche tradizionali della regione.
Musiche tradizionali dell'Umbria. Nuova ediz. Con 2 CD-Audio Arcangeli Piero G. Palombini Giancarlo - Squilibri, 2026 - Archivi Di Etnomus. Acc. Naz. S. Cecilia
Nel 1958 Diego Carpitella e Tullio Seppilli sono di nuovo in Umbria, assieme al fotografo Ando Gilardi, per portare a termine la ricerca sul campo attorno a una tradizione di canto contadino ancora sorprendentemente viva. Due anni prima avevano coperto un tratto del contado e della montagna umbra, da Città di Castello fino a Norcia, ora toccano numerose altre località, muovendo da Perugia e Todi verso Amelia, Polino, Arrone, Stroncone e Parrano, dove riscontrano repertori e modalità esecutive parzialmente differenti. Le strutture del canto bi-vocale, in particolare, risultano perlopiù 'autonome', quando non contaminate con forme tipiche della confinante Sabina, mentre è di grande rilievo la 'scoperta' di cantori e cantatrici che, da Dante Bartolini a Villalba Grimani, saranno poi protagonisti di altre indagini in Valnerina, tra gli anni '70 e '90 del secolo scorso. Realizzata in una manciata di giorni invernali, anche questa seconda campagna in Umbria documenta l'esistenza di tutti i modi e gli stili vocali e polivocali presenti allora nella tradizione centro-appenninica, in alcuni casi ancora 'in funzione', dagli stornelli sul lavoro a quelli a dispetto, dalle pasquelle alle questue primaverili e ai maggi, dall'ottava rima alle ballate narrative. Un materiale prezioso, restituito all'ascolto nei due CD allegati al volume e corredato da trascrizioni musicali e da analisi comparative, oltre che da molte fotografie, alcune delle quali inedite