Libri di Pacchi
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Il recesso dal contratto collettivo Pacchiana Parravicini Giovanna - Giappichelli, 2010 - Diritto Del Lavoro
Inizialmente poco esplorata, la questione dell'efficacia temporale del contratto collettivo ed in particolare del recesso dal contratto è divenuta di recente una delle problematiche che più impegnano la magistratura del lavoro. Premesso che la soluzione favorevole alla legittimità del recesso si può dare per acquisita, questo saggio intende innanzitutto affrontare la problematica collocandola in un contesto più ampio, e quindi misurandosi con la questione del metodo di indagine e del rapporto tra il diritto del lavoro, il diritto civile e l'ordinamento intersindacale. La verificata compatibilità del recesso anche con istituti tipici dell'ordinamento intersindacale autorizza poi ad esaminare le conseguenze che il recesso comporta sul piano dei rapporti individuali e collettivi. Ma il tema del recesso dal contratto è al contempo oggetto e strumento di indagine, consentendo una rivisitazione delle tematiche "classiche" del diritto sindacale in una prospettiva diversa legata, appunto, al vincolo temporale che dalla sottoscrizione dell'accordo deriva.
Disposizioni penali nel codice della crisi di impresa Pacchi S. (Cur.) Guerrini R. (Cur.) De Flammineis S. (Cur.) - Giappichelli, 2021
«Dopo anni di continue riforme che, a partire dal 2005-2006, hanno inciso marcatamente sull'ordito normativo della nostra legge fallimentare del 1942 (r.d. 16 marzo 1942, n. 267), con pezzi di "vestito nuovo per attaccarli al vecchio" che spesso hanno reso difficile il coordinamento tra norme e istituti espressione di momenti storico-economici diversi, il 12 gennaio 2019, con il d.lgs. n. 14, veniva emanato il nuovo Codice della Crisi d'impresa e dell'insolvenza (d'ora innanzi CCII) in attuazione della legge delega 19 ottobre 2017, n. 155. Senza dubbio si tratta di un evento estremamente rilevante perché segna, nel diritto della crisi, il definitivo abbandono di un sistema che considerava l'insuccesso imprenditoriale come evento patologico da sanzionare anche pesantemente ad uno che crede nella fisiologica sequenza, non necessariamente colpevole, di momenti di difficoltà a quelli di crescita. Di conseguenza, da un lato viene espunto il vocabolo "fallimento", evocativo di riprovazione morale e sanzioni verso il soggetto, per sostituirlo con quello di "liquidazione giudiziale", che punta invece a porre in luce l'essenza della procedura come vicenda che colpisce il patrimonio per soddisfare i creditori. Dall'altro il Codice offre uno strumentario, di crescente invasività, a seconda della natura e dell'intensità della crisi, che l'impresa ancora viable può utilizzare per rimanere sul mercato o, quanto meno, per conservare l'unitarietà del complesso aziendale attraverso la cessione ad altro imprenditore. Muovendo da questa prospettiva il legislatore del 2019 realizza l'unificazione e il coordinamento di alcune fonti normative allo stato sparpagliate in leggi diverse rendendo la disciplina meglio fruibile da parte degli operatori là dove leviga asperità, introduce connessioni e chiarimenti, recepisce arresti giurisprudenziali ormai consolidati e accreditate tesi dottrinali. Il CCII raccoglie, così, la disciplina delle procedure per la crisi sia dell'imprenditore che del debitore civile (la cui normativa è adesso racchiusa nella legge n. 3/2012), rimanendo, invece, escluse - diversamente da quanto previsto nella legge delega - le due versioni dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato d'insolvenza (d.lgs. n. 270/1999 e d.l. n. 247/2003) e limitando l'intervento sulle liquidazioni coatte a pochi tratti di pena sulle norme "importate" dalla legge fallimentare in tema di principi generali...» (Dalla Prefazione)