Libri di Pace
Bibliografia di Pace: tutti i libri in vendita online editi da Condaghes
Raccontami ancora quell'ultima estate Pace Filippo - Condaghes, 2022
Ricevuta la nomina dal Provveditorato, Fabio Spersi sbarca sulla piccola isola di Alisenia dove insegnerà Letteratura Italiana e Latina nel locale liceo. Il giovane professore, al suo primo incarico, capisce subito di essere arrivato in un territorio ben particolare, in cui lo scorrere del tempo, lo spazio e i rapporti interpersonali paiono seguire leggi che non varrebbero in nessun altro posto. La scuola si presenta come un non luogo sommerso dalla burocrazia e dominato dal caos e dal malessere: Fabio cerca di adattarsi alla nuova situazione, comincia a prendere confidenza con i colleghi e, soprattutto, con gli studenti della V, che osserva in un periodo di grandi cambiamenti e forti emozioni. Spersi inizia così a lasciarsi coinvolgere troppo dalle vicende dei suoi alunni, specie da quelle del problematico Angelo che dichiara di aver rapito la bellissima Sybil dalla realtà e di averla involontariamente portata nei suoi sogni... "Raccontami ancora l'ultima estate" è un romanzo che mette in scena l'atmosfera di fine e di ansia che caratterizza le fasi di passaggio dell'esistenza e si interroga su quale sia il ruolo della Scuola Pubblica nel nostro tempo e se questa soddisfi le aspettative di chi con passione vi lavora ogni giorno, di chi le affida i figli per formarli e di chi la frequenta da studente.
La ballata della regina senza testa Pace Filippo - Condaghes, 2017 - Narrativa Tascabile
"La ballata della regina senza testa" è un romanzo ispirato ad Ariosto e tratta di temi universali in maniera originale e anticonformista. Il racconto è una fiaba che ironizza sulla gerontocrazia in Italia, la piaga del precariato, l'inutilità degli intellettuali, la disfatta del mondo accademico, l'impossibilità di soddisfare i desideri pienamente, la paura dell'uomo nei confronti delle donne emancipate e sessualmente libere. L'arte, il gioco, la follia, la seduzione e la trasgressione sono le forze salvifiche e positive da contrapporre alla crisi del presente. Non avere la testa diventa, paradossalmente, l'unico modo per liberarsi da pregiudizi e luoghi comuni per recuperare la libertà del pensiero, in un percorso in cui la scrittura diventa deterrente catartico e anarchico nei confronti dell'omologazione culturale.