Libri di Pal
Bibliografia di Pal: tutti i libri in vendita online editi da Marietti 1820
Lo sguardo inquieto. Etnografia tra scienza e narrazione Palumbo Berardino - Marietti 1820, 2021 - Le Bussole
Attraverso la scrittura gli etnografi descrivono i modi in cui le persone, in un qualche luogo e in un certo momento, percepiscono il mondo e vi interagiscono. Più che un metodo o la fase iniziale ed empirica di un procedimento conoscitivo teorico, l'etnografia si configura quindi come un viaggio nelle molteplici sfaccettature dell'esperienza. Dal moltiplicarsi e dal raffinarsi delle rappresentazioni etnografiche emergono anche nuove forme di riconfigurazione teorica del sapere antropologico, generose, aperte, comparative, critiche, ma soprattutto più sensibili alle dinamiche di potere, più attente alla storia e interessate a mettere in discussione le coordinate di fondo di quello stesso spazio pubblico nel quale l'antropologia dovrebbe tornare a coinvolgersi. Il volume offre alcuni modelli di ricerca etnografica nel Sannio, in Sicilia e in Ghana e si conclude con l'edizione critica di un testo poetico.
Il santuario sconosciuto. La mia «conversione» all'ebraismo Pallière Aime Cassuto Morselli M. (Cur.) - Marietti 1820, 2005 - Biblioteca Ebraica
Il libro descrive l'affascinante itinerario di un giovane cattolico all'interno dell'ebraismo. A diciassette anni Aimé decide di entrare nella Sinagoga di Lione durante la preghiera di Neylah con la quale si conclude lo Yom Kippur; lo spettacolo è così forte e affascinante che tutta le vita di Aimé ne sarebbe stata trasformata. La "conversione" di Aimé Pallière (1868-1949) non è consistita nell'abbandono di una religione per abbracciarne un'altra, ma in un radicale cambiamento del suo essere cristiano nei confronti d'Israele: la scoperta del «Santuario sconosciuto». Da discepolo di Rav Elia Benamozegh (1823-1900), egli non ha dato inizio al moderno Noachismo, ma con grande coraggio ha ricercato un nuovo rapporto con il popolo la cui Alleanza non è mai stata revocata.
Piegare i santi. Inchini rituali e pratiche mafiose Palumbo Berardino - Marietti 1820, 2020 - I Melograni
Rendere omaggio ai boss della mafia o ai loro familiari facendo inchinare le statue dei santi durante le processioni è un aspetto della più ampia religiosità diffusa in molte aree del Mezzogiorno, ma anche in alcune realtà del nord Italia. Liquidato come gesto pagano e premoderno, esso in realtà richiede una lettura in grado di comprendere la complessa e più generale macchina rituale della festa. Le famiglie mafiose talvolta provano a controllare i tempi e i ritmi delle processioni religiose e, occupando una precisa posizione sotto le vare, decidere il movimento delle statue possono gestire i tempi, i luoghi e le modalità dello sparo dei fuochi d'artificio e così rappresentare pubblicamente il proprio status sociale e i rapporti di forza tra uomini. Questi esperti manipolatori dello spazio pubblico guidano auto di grossa cilindrata, maneggiano armi e droga e investono in complesse operazioni finanziarie non sono dunque gli attori di una società arcaica, ma esponenti del cosiddetto casinò capitalism.