Libri di Dani Paolo

Bibliografia di Dani Paolo: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Duemme

LIBRO   9788897577423

Eduardo di Capua. L'Amleto della canzone. Biografia, parole e immagini sull'autore di 'O sole mio! Daniele Ciro  Raspaolo Antonio  Demasi D. (Cur.)   -  Edizioni Duemme, 2018

Le canzoni di Eduardo di Capua sono famose in tutto il mondo; 'O Sole mio!, Maria Marì!, 'I te vurria vasà!, sono tra le musiche più eseguite e apprezzate da un pubblico vastissimo; sono opere popolari nell'accezione più positiva del termine. Non altrettanto noto è il nome del musicista che ha creato questi capolavori. Con la pubblicazione di questa biografia, Ciro Daniele e Antonio Raspaolo colmano una lacuna e riempiono un silenzio che, paradossalmente e specularmente rispetto alla notorietà delle musiche, ha rappresentato il destino del maestro prima e dopo la sua morte. Questa biografia ci restituisce un po' della vita di Eduardo di Capua, musicista popolare nel senso della sua provenienza dal popolo, e delle sue esperienze nel contesto storico di Napoli di fine Ottocento e inizio Novecento, città della quale ha rappresentato l'aspetto sentimentale e melanconico, così come quello allegro e ironico. Ma questo libro è qualcosa di più di una biografia, è una vita che rinasce, rinarrata e rivista, nei racconti, nei dipinti e nelle sculture di artisti, scrittori o semplici amanti della scrittura, che si sono ispirati ad alcune delle canzoni di Eduardo di Capua.

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LIBRO   9788897577829

Vincenzo Russo. Il poeta del popolo. Ediz. integrale Daniele Ciro  Raspaolo A. (Cur.)   -  Edizioni Duemme, 2025

Perché tu mi dici: poeta? Io non sono un poeta. / Io non sono che un piccolo fanciullo che piange. Sono versi di Sergio Corazzini, il crepuscolare poeta romano morto di tubercolosi a ventun anni. Corazzini fu contemporaneo di Vincenzo Russo - nacque nel 1886, se ne andò nel 1907 - e la suggestione della comune morte giovane, per identico male, ha spinto qualche critico ad accostare i due. Ma l'analisi si è fermata alla proposta. Nessuno ha osato dire che Corazzini e Russo, ben diversi per estrazione sociale e studi, al di là dell'inevitabile presentimento della morte immanente, si mossero sul medesimo terreno lirico della semplicità, dello smarrimento, della libertà dagli schemi. A entrambi lo scenario della natura - foglie e speranze senza tregua scrisse Corazzini; addio, rose e viole, i' ve saluto scrisse Russo - servi a descrivere la caducità dell'esperienza umana. Come il romano, il napoletano adoperò un linguaggio dimesso e, sebbene in misura molto minore, tentò di liberarsi dalla prigione della rima. E se Corazzini ha infine trovato la sua valorizzazione, Vincenzo Russo l'aspetta ancora, nel campo ben più ridotto e definito della canzone napoletana.

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