Libri di Patrizi
Bibliografia di Patrizi: tutti i libri in vendita online editi da Olschki
Nova De universis philosophia. Materiali per un'edizione emendata Patrizi Da Siena Francesco Puliafito A. L. (Cur.) - Olschki, 1993 - Ist. Naz. Studi Sul Rinasc. Quaderni
Il volume presenta i testi di una riscrittura parziale della Nova de Universis Philosophia a seguito del procedimento inquisitoriale cui venne sottoposta a partire dal 1592 e che portarono alla sua messa all'Indice "donec corrigatur". Le fasi principali di tale processo vengono brevemente ripercorse nell'Introduzione alla luce del materiale finora disponibile.
«Del congiungere le gemme de' gentili con la sapientia de'christiani». La biblioteca del card. Silvio Antoniano tra studia humanitatis e cultura ecclesiastica Patrizi Elisabetta - Olschki, 2011 - Biblioteca Di Bibliografia Italiana
Dell'ingente raccolta libraria del card. Silvio Antoniano (1540-1603) - da lui donata per lascito testamentario alla Congregazione dell'Oratorio di Roma, poi confluita nel patrimonio della Biblioteca Vallicelliana - viene esaminato l'inventario manoscritto del quale, fornite le principali chiavi di lettura alla luce del contesto culturale post-tridentino nel quale si inserisce l'ecclesiastico romano, viene riportata la trascrizione integrale, corredata da un ricco apparato di note e di indici.
Come gestire un incarico pubblico. De gerendo magistratu. Ediz. italiana, latina e inglese Patrizi Da Siena Francesco Baldassarri S. U. (Cur.) Hankins J. (Cur.) Tang G. (Cur.) - Olschki, 2026
Francesco Patrizi da Siena (1413-1494) fu uno dei principali pensatori politici del Rinascimento europeo. Nel XVI secolo le sue opere risultarono pari, per diffusione e influenza, a quelle di Machiavelli, Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro. Il De gerendo magistratu (1447) costituisce ilprimo testo politico composto da Patrizi: in queste pagine, egli riassume i princìpi sottesi alla rinascimentale "politica della virtù", di cui Patrizi fu il massimo esponente. Per le sue caratteristiche, il De gerendo magistratu risulta, quindi, in netta contrapposizione al realismo amorale del Principe machiavelliano, fornendo una chiara sintesi di ciò che la cultura del Rinascimento mirava a promuovere attraverso la "politica della virtù"