Libri di Bruno Pedretti
Bibliografia di Bruno Pedretti: tutti i libri in vendita online editi da Castelvecchi
Il morbo della parola. Una tragedia Pedretti Bruno - Castelvecchi, 2020 - Cahiers
Un morbo letale e sconosciuto sta colpendo l'intera popolazione. Il contagio disdegna gli animali e le altre forme di vita ma, raggiunto l'uomo, lo elegge a suo ospite prediletto. Il morbo si insinua nei corpi scegliendo di volta in volta gli organi da aggredire, senza che se ne possano capire l'origine e la catena di trasmissione. Davanti a un'epidemia tanto potente e inspiegabile da zittire le parole della scienza medica, anche le leggi di governo si smarriscono e la civiltà nel suo insieme diventa vittima del flagello, amplificando l'ammorbamento dei singoli corpi nella corruzione del corpo sociale. È su questo scenario, dove la realtà drammatica veste le forme di un teatro allegorico, che si muovono le due figure centrali della narrazione: il medico Pato e lo scrittore Ezio, che ci guidano tra i luoghi, i personaggi, le vicende, i discorsi dell'epidemia, fino a che la loro interpretazione del contagio, costretta a fronteggiare un ricatto imposto dai governanti, porterà a un grottesco festino finale.
Memoria della malinconia Pedretti Bruno - Castelvecchi, 2022 - Cahiers
A., «letterato maturo di età e di sconfitte», in vacanza su un'isola viene abbandonato dall'amata, la sua Musa. Precipita così in un vortice di stati d'animo e pensieri malinconici, che inizia ad annotare in quaderni che «conoscono solo il lamento». Le cronache e le figure che scandiscono il soggiorno, i piccoli spettacoli e drammi che ne emergono, le parabole del suo amico, maestro di «catarsi romanzata» anche nel lutto che lo ha colpito, le fiabe allusive che A. improvviserà con la nipotina e i suoi amichetti, persino le tragedie collettive che in quei giorni «anneriscono i titoli dei giornali»: ogni evento viene intrappolato nei segni e nelle scene dell'amore che finisce, nelle fantasie, nei comportamenti e nei sogni conturbanti che commemorano l'amata. Tutto si sottomette allo sguardo analogico e maniacale dell'umore saturnino, tutto obbedisce al «teatro malinconico».