Libri di Pellegrini
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Religione e umanesimo nel primo Rinascimento. Da Petrarca a Alberti Pellegrini Marco - Le Lettere, 2012 - Bibliotheca
Nato con Petrarca, l'umanesimo segnò l'avvento nella storia della cultura europea di un nuovo senso della soggettività libera e cosciente. L'Io umanistico si alimentò di un vivace sentimento religioso e collegò la propria inquietudine al desiderio di vedere rinnovato il volto di un cristianesimo storico avvertito come consunto, bisognoso di rigenerazione Conquiste d'avanguardia come la filologia, il criticismo e il recupero delle antiche filosofie si volsero contro il conservatorismo della Chiesa costituita, che venne bersagliato con le armi dell'ironia, del moralismo, del ragionamento dialogico in opposizione al dogmatismo della Scolastica. In apparenza, l'attacco sferrato dagli umanisti risultò affine al preesistente filone dell'anticlericalismo satirico. In realtà, propugnando la necessità di strappare la vita dell'intelletto alla sudditanza alla sfera del sacro, l'avanguardia umanistica si affermò come il primo movimento di natura laica nella storia d'Europa. Un fermento che giocò un ruolo decisivo nel promuovere la nascita della modernità come pluralismo delle proposte veritative che si offrono al libero esame del soggetto giudicante.
La crociata nel Rinascimento. Mutazioni di un mito 1400-1600 Pellegrini Marco - Le Lettere, 2014 - Le Vie Della Storia
Tra i molti aspetti che contraddistinsero l'età del Rinascimento, vi fu il ritorno in vita della crociata, in forme parzialmente nuove rispetto al passato. Rivelatasi perdente nella contesa per i Luoghi santi, la guerra santa contro l'infedele venne riscoperta dal papato fra Tre e Quattrocento come mezzo di mobilitazione collettiva contro il pericolo turco. In questa nuova versione, essa non fu diretta a recuperare un obiettivo lontano come Gerusalemme, ma ebbe come fine quello di impedire che l'Est Europa e Costantinopoli venissero soggiogate dalla potenza ottomana. In questo libro vengono esplorate le ragioni del ritorno in auge della crociata fra XV e XVI secolo, fra contraddizioni talora grottesche e una tragica inefficacia. Per tutto l'Occidente il desiderio di riscatto si mescolò alle schermaglie diplomatiche e agli intrighi di potere nell'organizzazione di una controffensiva a est che, pur risvegliando le più alte attese, incorse in un insuccesso dopo l'altro. Al pari delle "crociate classiche", infatti, anche le "crociate tardive" si rivelarono una scommessa perduta. La Grecia con il Mar Egeo, i Balcani e buona parte dell'area danubiana finirono sotto il dominio di un nuovo, travolgente organismo imperiale di fede musulmana, senza che l'Europa cattolica fosse in grado di opporre repliche all'altezza del bisogno.