Libri di Edoardo Penoncini
Bibliografia di Edoardo Penoncini: tutti i libri in vendita online editi da Al Ce Editore
L'occhio profondo Penoncini Edoardo - Al.Ce. Editore, 2018 -
«Laggìù/ sta all'erta un occhio tanto più fondo del tuo/ ... E quel profondo occhio beve/ il tuo occhio profondo»: ha scelto una citazione di Paul Celan, Edoardo Penoncini, come preludio al suo nuovo libro L'occhio profondo, Al.Ce. Editore, 2018. L'autore Roberto Dall'Olio ha curato la prefazione del volume: «Il poeta "nascosto" nel senso epicureo del 'vivi nascostamente'... un poeta tuttavia che è visibile, quindi è nascosto, ma non appartato, chiuso, anzi, il suo occhio profondo è sempre aperto sul mondo, o sui mondi, che molteplici si intersecano nelle nostre vite come nella sua poesia».
Scartablàr int i casìt. Rovistare nei cassetti Penoncini Edoardo - Al.Ce. Editore, 2018 -
"Tornare a leggere Edoardo Penoncini in questa seconda raccolta in dialetto ferrarese è ritrovare il solco della sua scrittura tracciato dalla prima, Al fil ?rudlà, del 2015. Introdotta dalla sapiente prefazione di Zena Roncada, la raccolta è divisa in cinque sezioni (Scartablàr int i casìt, A òc avèrt, Vèrs i?grupà, Vèrs strambalà, L'alvadur d'l'alba), che dànno la cifra identitaria della scrittura dialettale di Penoncini. Dall'apertura con i temi dedicati alla sofferenza e al dolore per la scomparsa della madre, allo struggimento evocato dalle note chagalliane de Al vól fino ai versi sul tempo e alle passioni via via più contenute e misurate nella maturità, in un quadro dove emergono nelle diverse parti del libro gli omaggi alle figure (Sacrifizî) che hanno permesso con i loro sacrifici l'ascesa sociale, fino al commovente ricordo della nonna sarta (La to cà). [...]" Daniele Rossi
Fil zrudlà (Il filo srotolato) (Al) Penoncini Edoardo - Al.Ce. Editore, 2015
"[...] Il dialetto è anche uno strumento efficace di trasmissione di contenuti profondi quando si trova nelle mani di chi sa dominarlo fino a renderlo poesia pura. [...] L'autore annota e analizza con levità e ironia tutti i problemi connessi con l'uso (e il disuso, purtroppo) del dialetto, ma evidenzia anche tutte le suggestioni che esso evoca. [...] L'ultima sezione Penoncini la dedica a Ferrara, tra echi e riferimenti letterari da Ludovico Ariosto a Giorgio Bassani, ad Antonio Delfini, a Roberto Pazzi [...] e una arresa denuncia degli scempi urbanistici che hanno stravolto gli spazi dell'attuale viale Cavour e come rubato il volo alla città con la costruzione dei due grattacieli [...]". (Daniele Rossi)