Libri di Simonluca Perfetto
Bibliografia di Simonluca Perfetto: tutti i libri in vendita online editi da Aracne
La prova del metallo. L'esperienza di Vincenzo Porzio nella zecca di Napoli (1555-1587) Perfetto Simonluca - Aracne, 2012 -
La prova del metallo. L'esperienza di Vincenzo Porzio nella zecca di Napoli (1555-1587) - Aracne
Aspetti politico-monetari all'epoca di Carlo V en el Reyno de Napoles Perfetto Simonluca - Aracne, 2011 - Storia Del Dir. E Delle Istituz. Studi
Il viceregno toletano, principale artefice della stabilizzazione dei poteri spagnuoli nel Regno di Napoli, offre numerose linee di ricerca non ancora tratteggiate dagli studiosi, in quanto celate nelle pieghe di una burocrazia di per sé "malata" e spesso "sanata" col mezzo di aulici formalismi giuridici (per via de privilegio). Da questo sistema non furono dispensate le zecche ed i loro offitiali. Pertanto, oltre all'analisi di vari aspetti connessi al danaro (circolazione, falsificazione, commercio, zecche regnicole, lineamenti del ius monetandi Aragónum), viene presa in esame la struttura dell'officio di mastro di zecca ed i diritti ad esso legati, al fine di comprendere a quale titolo i politici e gli offitiali dell'epoca potessero ingerirsi nella coniazione monetale. Tale ricostruzione si è potuta realizzare soltanto grazie allo studio incrociato di una significativa mole documentaria. Dunque, si è utilizzata e trascritta una serie di documenti totalmente inedita.
I fiorini di conio fiorentino battuti a Napoli tra XIII e XV secolo Perfetto Simonluca - Aracne, 2021 - Storia Del Dir. E Delle Istituz. Studi
Lo studio dimostra che dalla fine del XIII secolo sino alla conquista aragonese la coniazione dell'oro nella zecca di Napoli non fu mai abbandonata. Per gran parte di questo periodo furono coniati fiorini di conio fiorentino, che si sostituirono alla moneta angioina napoletana. I fiorini furono dapprima coniati dai banchieri fiorentini che appaltarono la zecca e successivamente da fiorentini posti a capo delle finanze del Regno di Napoli. Tuttavia, nella seconda parte di questo lungo periodo, il fiorino patì la concorrenza del ducato veneziano, dal quale fu definitivamente soppiantato al tempo di Alfonso il Magnanimo, quando a Napoli si batteva quest'ultima tipologia, insieme alle monete aragonesi.