Libri di Pic
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Samara e il suo paesaggio urbano. Metodologie di analisi e acquisizione dello spazio pubblico. Ediz. italiana e inglese Picchio Francesca - Edifir, 2016 - Disegno, Rilievo, Progettazione
All'interno di un'attività che ricopre un arco temporale di circa un decennio il DIDA, Dipartimento di Architettura di Firenze, assieme al Laboratorio congiunto Landscape, Survey and Design dell'Università di Firenze e dell'Università di Pavia, affronta la tematica della salvaguardia del patrimonio architettonico e ambientale delle nostre città, con lo scopo principale di analizzare e comprendere l'organizzazione formale di alcuni centri storici di paesi fisicamente lontani dai confini nazionali ma culturalmente affini. II lavoro di Francesca Picchio si inserisce in questo ambito di indagine architettonica e paesaggistica a livello urbano aggiungendo alla basilare ricerca, mirata alla comprensione descrittiva degli aspetti caratterizzanti il centro storico della città di Samara, un atteggiamento più critico e analitico, che vede la scelta di un possibile approccio metodologico capace di cogliere gli aspetti peculiari e gli stati relazionali dello spazio pubblico. II percorso di ricerca cerca pertanto di fornire, attraverso una proposta metodologica, una possibile risposta alla difficoltà del luogo di esplicitare in un unico sistema rappresentativo criticità e potenzialità del paesaggio. II processo di conoscenza dell'ambiente attraverso l'organizzazione di validi sistemi di acquisizione, gestione ed estrapolazione delle informazioni quantitative e qualitative dello spazio urbano, acquista un notevole valore all'interno della ricerca che, in questo senso, rappresenta un valido punto di partenza per la valorizzazione del paesaggio urbano di Samara. Con testi di Federico Cioli ed Elena Bernini.
Collezionismo a corte. I Gonzaga Nevers e la «superbissima galeria» di Mantova (1637-1709) Piccinelli Roberta - Edifir, 2011 - Le Voci Del Museo
Cosa accadde a Mantova dopo il sacco del 1630 e quali strategie politiche e culturali attuarono Maria e il figlio Carlo II Gonzaga Nevers per "restituire in pristino l'antica superbissima Galena di Mantova" dopo la funesta vendita del 1627-1628? Il volume parte da questi interrogativi per ricostruire, attraverso numerosi documenti inediti - inventari e corrispondenza di corte le scelte artistiche, le dinamiche collezionistiche e la committenza degli ultimi tre duchi della famiglia Gonzaga Nevers di Mantova. Maria, Carlo II e Ferdinando Carlo cercarono di muoversi sapientemente sui mercati italiani, supportati da una fitta di rete di agenti, sensali e intermediari, per acquistare o commissionare opere d'arte che sarebbero servite per arredare gli ambienti di Palazzo Ducale e delle sontuose residenze extraurbane, tra cui Maderno (sul lago di Garda), Marmirolo, la Favorita e Porto. Carlo II fece realizzare apparati decorativi stabili e acquistò oltre cento statue della collezione Contarini-Ruzzini di Venezia, numerosi dipinti di Paolo Veronese. Guercino, Guido Reni, Bernardo Strozzi, Van Dyck e questi sono solo alcuni nomi documentabili con certezza attraverso l'inventario del 1665, che descrive 4.500 oggetti della collezione ducale. La quadreria venne in seguito arricchita anche da opere di pittori di corte, tra cui Frans Geffels e Giovanni Benedetto Castiglione (il Grechetto), che insieme al figlio Giovanni Francesco e al fratello Salvatore, lavorò stabilmente, dal 1657 per i Gonzaga.