Libri di Pinotti
Bibliografia di Pinotti: tutti i libri in vendita online editi da Sometti
Madre differenza. Poesie inedite 2012-2020 Pinotti Gianna - Sometti, 2024 - Libera
Gianna Pinotti, artista poliedrica e intellettuale impegnata da sempre nel campo della pittura, della poesia e della ricerca, ha raccolto un ampio corpus di liriche in questo importante volume - il cui titolo prende il nome dalla prima delle quattro sezioni presenti - che costituisce la summa di un lavoro distribuito in un lungo arco di tempo, un decennio, in cui si consumano due eventi di natura intima e uno di portata storica e collettiva. Un lavoro di introspezione, come sempre in poesia, che accompagna l'elaborazione del lutto - dei lutti - e della solitudine: la scomparsa della madre e del padre e il sopraggiungere drammatico di una quarantena forzata vengono affrontati con titoli incisivi, un lessico essenziale e lapidario in cui le antiche presenze terrene trascendono nel ritmo di litanìe contemporanee. I versi di Gianna Pinotti sono preghiere laiche in cui non è difficile potersi riconoscere: è evidente il dialogo continuo tra vita e morte che tuttavia non cede ad alcun patetismo o tentazione decadente. L'autrice sente nel profondo la propria appartenenza al Cosmo, un cielo a cui potersi rivolgere e in cui specchiarsi, in cui continuare la propria ricerca linguistica, artistica, spirituale. Le introduzioni al volume sono di Silvia Ranzi e Giovanni Pasetti.
Virgilio e il sole. Il vate etrusco canta i segreti del mondo, le vie del cielo e le stelle, ispirando i percorsi astrali di Dante e Galileo Pinotti Gianna - Sometti, 2021 - Civiltà Mantovana
Virgilio è un grande autore del mondo classico. In pochi però tengono in considerazione le origini etrusche del poeta e il suo desiderio di scoprire, come egli dichiara nelle Georgiche, le cause dei fenomeni (causas rerum), le vie del cielo e le stelle (caelique vias et sidera), sconfiggendo ogni paura e l'inesorabile fato e lo strepito dell'avaro Acheronte, dunque ogni forma di superstizione: per il poeta di Andes si tratta di indagare i segreti della natura e la verità custodita dai corpi celesti, dal Sole e dalla Luna, che, con il loro linguaggio codificato, dunque verace, ritmano i cicli del tempo e le stagioni in una eterna alternanza di morte e rinascita della luce. Viene quindi proposta una nuova lettura dell'Inferno di Dante che si riferisce proprio a quel mondo etrusco e all'interesse di Virgilio per i punti solstiziali ed equinoziali, alla scansione dell'anno rituale e alla lotta oltremondana tra luce e tenebre; e inoltre è spiegata la ragione per cui la lente obiettiva, con la quale Galileo scoprì i quattro satelliti di Giove, reca un importante verso della precognitoria IV Bucolica virgiliana. Virgilio si presenta a noi sotto una nuova luce, non solo come il più grande poeta latino bensì come matematico e scienziato; non solo «profeta di Cristo» e propulsore della nuova trasformazione spirituale in seno al mondo romano, bensì come colui che ha rivestito un ruolo chiave nella evoluzione di una filosofia della natura, basata sull'osservazione dei fenomeni, e del modello percettivo moderno.
La chiesa di San Celestino I a Pietole culla di Virgilio. Vicende di un tempio tra storia etrusca, medioevo, neoclassicismo ed età contemporanea Pinotti Gianna - Sometti, 2019 - Civiltà Mantovana
Ad Andes, il borgo che diede i natali a Virgilio, si svolge questa ricerca storico-artistica sulla chiesa intitolata a San Celestino I papa, anzi sulle due chiese: la più antica fondata dai Canossa nel secolo XI sulle rive del fiume Mincio e abbattuta agli inizi dell'Ottocento per ordine napoleonico; e la chiesa moderna costruita di conseguenza a Pietole 'Nuovo', due chilometri più in là dall'argine: questo secondo tempio, progettato dall'architetto Giovanni Battista Vergani, venne fondato nel 1833 e salvato dalle ingiurie del tempo negli anni Settanta del secolo scorso quando fu riportato al suo antico splendore. Nel tentativo di approfondire le vicende dei due templi cristiani, con la presentazione di preziosi documenti inediti e di nuove ipotesi attributive relative alle opere scultoree e pittoriche della chiesa parrocchiale, Gianna Pinotti rintraccia un terzo tempio fatto di muri immateriali, appartenente a una tradizione poetica e sacra, ossia quel templum etrusco con le sue sacre tradizioni cultuali di cui Virgilio verseggia nelle sue opere nell'intento di trasfigurare la campagna natìa come luogo eletto a sede augurale.