Libri di Constantine Pleshakov
Bibliografia di Constantine Pleshakov: tutti i libri in vendita online editi da Corbaccio
Berlino 1989. La caduta del muro. La guerra civile che ha portato alla fine del comunismo Pleshakov Constantine - Corbaccio, 2009 - Saggi
1989: con il Muro di Berlino crolla un intero sistema internazionale. Ma come e perché è successo? E opinione comune che nell'Europa orientale il comunismo sia crollato come effetto del trionfo della libertà e del libero mercato contro l'oppressione dell'Unione Sovietica, la superpotenza che lo aveva imposto "sotto la minaccia delle armi". In realtà le rivoluzioni a cui abbiamo assistito durante gli anni Ottanta sono più complesse dell'immagine stereotipata del popolo buono che rovescia il regime cattivo. Anche se la violenza fu un fattore determinante nella conquista del potere, è pur vero che nell'Europa orientale, durante le prime elezioni postbelliche, i partiti comunisti filomoscoviti si guadagnarono una forte percentuale del consenso popolare. I regimi che nacquero allora non furono soltanto dei governi fantoccio e ciascun paese sviluppò un suo peculiare modello di comunismo, talvolta anche scontrandosi con Mosca. Certamente la polizia segreta ebbe un ruolo determinante all'interno dei singoli Stati nel preservarne la stabilità, ma Pleshakov invita a prestare attenzione soprattutto al largo appoggio popolare garantito dal welfare e dalla mobilità sociale interna. Nel 1989 non si trattò semplicemente di "rovesciare" Mosca, ma di risolvere problemi interni in ciascun paese, di rivedere antichi accordi con le vecchie élite e i compromessi a cui erano scesi i leader rivoluzionari e i veterani del comunismo.
Il silenzio di Stalin. I primi dieci tragici giorni dell'Operazione Barbarossa Pleshakov Constantine - Corbaccio, 2007 - Collana Storica
La reazione di Stalin all'improvvisa invasione tedesca nel giugno del 1941 è uno dei capitoli più discussi e controversi della storia contemporanea. Secondo alcuni, il dittatore fu colto di sorpresa, precipitò in una crisi depressiva e fu per dieci giorni del tutto incapace di dirigere la resistenza del paese contro il micidiale attacco congiunto della Wehrmacht e della Luftwaffe. Secondo altri, Stalin sapeva che la guerra sarebbe scoppiata e si preparava a farla lui stesso nel 1942, non appena le forze sovietiche fossero state pronte a prendere l'iniziativa. Ma i suoi piani furono sconvolti dalla mossa d'anticipo di Hitler e l'unica difesa possibile, in quelle circostanze, fu quella di contenere, con qualche misura di ripiego, l'avanzata del nemico. Oggi, grazie alle ricerche di Constantin Pleshakov negli archivi sovietici, il quadro è più chiaro. Stalin preparava la guerra per il 1942 e fu effettivamente sconcertato da un evento che non aveva previsto; per 48 ore si assentò dal Cremino e stentò poi, per qualche tempo, a regolare il passo delle sue decisioni sui tempi di un'operazione travolgente che permise ai tedeschi di penetrare per 550 chilometri nel territorio dell'Urss. Da quel momento il paese, sia pure con grande lentezza cominciò a dare segni di ripresa.
L'ultima flotta dello zar Pleshakov Constantine - Corbaccio, 2008 - Collana Storica
1904-1905. Russia e Giappone si contendono il predominio su Manciuria e Corea. La flotta nipponica ha già distrutto quella russa sul Pacifico e, per forzare il blocco navale imposto su Port Arthur lungo le coste cinesi, lo zar Nicola II decide di trasferire nel Pacifico la flotta del Baltico. Sotto il comando dell'eroico ammiraglio Rozdestvenskij si compie così un'impresa straordinaria: la circunmnavigazione di Europa e Africa, l'attraversamento dell'Oceano Indiano e l'approdo nell'Oceano Pacifico, in mesi di estenuante navigazione fra potenze ostili (la Gran Bretagna non concede il passaggio del Canale di Suez, la Francia ostacola l'approdo in Madagascar), difficoltà di reperire combustibile e approvvigionamenti (le ditte tedesche ritardano nelle consegne), l'inettitudine del comando generale dello zar, l'impreparazione di parte dell'equipaggio (tirato fuori dalle galere di Mosca). Arrivati in vista delle coste coreane, quel che resta della terza squadra viene infine annientato grazie al genio strategico dell'ammiraglio Togo in una delle più epiche battaglie di tutta la storia: la battaglia di Tsushima.