Libri di Luca Pollini
Bibliografia di Luca Pollini: tutti i libri in vendita online editi da Re Nudo Milano
Parco Lambro. Si giocava a fare Woodstock Pollini Luca - Re Nudo (Milano), 2025 - Saggistica
I Festival di Re Nudo sono stati un evento simbolo della controcultura italiana degli anni Settanta. Nacquero come una versione italiana dei grandi raduni musicali e politici ispirati a Woodstock, ma assunsero ben presto un significato più complesso e contraddittorio. Quelli organizzati al Parco Lambro di Milano tra il 1974 e il 1976, hanno rappresentato il punto di incontro tra le varie anime del movimento giovanile dell'epoca: dagli hippie ai militanti dell'ultrasinistra, dai freak ai libertari. Sono stati un tentativo di creare una comunità alternativa basata su musica, condivisione e valori anticapitalisti. Non sono stati solo dei festival musicali, ma eventi con un forte connotato politico. Il volume raccoglie le foto scattate da Fabio Maria Minotti durante le tre edizioni milanesi e vogliono essere una testimonianza, a futura memoria, di musicisti, gruppi e artisti che proprio in quel periodo vivevano una stagione particolarmente creativa e in un certo senso irripetibile nel panorama della musica italiana. Prefazione di Eugenio Finardi.
Peace&love non era uno slogan. Storia e segreti del movimento hippie Pollini Luca - Re Nudo (Milano), 2024
Movimento nato più di cinquant'anni fa e che ancora oggi riesce a far parlare di sé. Gli hippie, a metà degli anni Sessanta hanno vissuto un grande sogno: sono riusciti a liberarsi dei pregiudizi, a fuggire dal consumismo, ad affermarsi in campo artistico e hanno lottato per un mondo liberato dalla violenza, senza barriere razziali e discriminazioni. Un'ideologia - fatta soprattutto dall'amore, inteso come modo di porsi di fronte alle cose, alle persone, alla vita - che ha sedotto giovani e intellettuali, rockstar e gente comune. Tra storie, leggende e aneddoti, questo libro racconta i quattro anni chiave del movimento: dal 1965 al 1969. Prefazione di Francesco Morace.
Re nudo (2024). Vol. 5: Liberare il lavoro. Liberarsi dal lavoro Pollini Luca - Re Nudo (Milano), 2024
«Cosa si aspettano i giovani dal lavoro? Soldi? No. Da un'indagine commissionata da una rappresentanza sindacale emerge che al primo posto mettono la qualità delle relazioni; al secondo il significato e il valore, personale e sociale, di ciò che andranno a fare. Solo al terzo posto arriva la questione del compenso, tra l'altro a pari merito con la possibilità di armonizzare tempi di vita e tempi di lavoro per dedicarsi anche a momenti personali. Tutto ciò ha semplicemente del clamoroso, perché pur avendo i salari più bassi d'Europa i giovani italiani non cercano primariamente retribuzioni alte. Con un mercato del lavoro sostanzialmente bloccato e comunque imprevedibile, una scuola incapace non solo di preparare al domani, ma anche di interpretare il presente si capisce perché ai giovani non rimangano che le relazioni, i valori personali, il tempo libero. Tutti aspetti che rientrano nella cosiddetta "qualità della vita". Sicuramente il vissuto della pandemia con l'isolamento sociale e la conseguente esperienza dello smart working hanno accelerato la crescita di una nuova centralità dei valori personali, della qualità delle relazioni, del fattore tempo e della necessità di perseguire il benessere nel modo più completo possibile, però è in atto una presa di coscienza che il lavoro, invece di "nobilitare l'uomo", lo avvilisce. (...) È per questo motivo che oggi c'è sempre più l'esigenza di avere tempo "disoccupato-disponibile" per costruire la propria identità personale e sociale, un "tempo" che si trasforma in una variabile rilevante delle relazioni sociali, rapporti che prima si costruivano in ufficio o in fabbrica. Le generazioni precedenti hanno vissuto in un altro clima, oggi si vive il lavoro in gran parte come esperienza di sradicamento dal vincolo sociale, prima era il luogo della sua costruzione. I tempi cambiano, e qui da noi non sempre in meglio. In Italia ai trentenni dicono di lavorare gratis per imparare, in Francia li fanno primi ministri» (Luca Pollini)